Restauro radio d’epoca – Archivio

Chiusura del servizio di restauro radio d’epoca

Dopo tanti anni di attività nel restauro di radio d’epoca, ho deciso di sospendere questo servizio a tempo indeterminato. Per motivi economici e di sostenibilità, ho preferito concentrare le mie energie sulle riparazioni di apparecchi audio in generale e di autoradio, lasciando così spazio a un settore che mi consente di mantenere viva e prospera la mia attività.

Il restauro di radio d’epoca è stata la mia prima attività, quella che nei primi anni mi ha permesso di avviare SB-LAB e di farmi conoscere. Per questo motivo ho deciso di lasciare accessibile una sezione d’archivio con tutti i vecchi lavori, così che chiunque possa consultarli e magari trovare ispirazione o semplicemente passare un po’ di tempo.

Se mai dovessi trovare un collaboratore disposto ad accollarsi l’onere della riparazione di apparecchi d’epoca, potrei anche valutare di riprendere questo servizio. Ma fino ad allora, il restauro di radio d’epoca resterà parte della storia di SB-LAB.


Molti di voi avranno trovato in casa un’apparecchio a valvole, magari appartenuto a qualcuno della famiglia e vorrebbero farlo restaurare in maniera impeccabile e professionale ma non sapranno a chi rivolgersi.

Potete trasformare la vostra vecchia radio a valvole, tenuta per anni in una cantina o in soffitta in un bellissimo apparecchio da presentare nella vostra casa, non solo come soprammobile, ma come oggetto di arredamento vintage e sopratutto perfettamente funzionante. Chi in passato ha conosciuto il suono caldo che una radio a valvole riesce a diffondere e come questo possa trasformarsi in un piacevole momento di relax, può trovare interessante l’idea di far restaurare o semplicemente riparare il proprio apparecchio, mentre per quelli che non hanno mai ascoltato il suono di queste “radio dei nonni” ascoltare qualche stazione anche straniera potrà essere una piacevole scoperta, oppure potrà avere la radio convertita per la ricezione FM o addirittura Bluethooh. Continuate a leggere questa pagina, perchè sono a disposizione di chiunque possegga una vecchia radio a valvole e abbia desiderio di rivederla nel suo splendore originale, sia estetico che funzionale.

Non affidate la vostra radio a smanettoni della domenica o persone che non documentano di essere veramente capaci e/o non hanno adeguata strumentazione o ricambi adatti, purtroppo molto spesso mi portano radio e altri apparecchi gravemente rovinati da questi soggetti (un’esempio qui e qui). SB-LAB vi garantisce un servizio professionale, visitate la sezione “Radio d’epoca riparate” per farvi un’idea di come lavoro, se poi siete interessati ad un intervento la sezione “Contatti” vi fornirà tutte le informazioni su come procedere.

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Riguardo il cambio di valvole di una radio d’epoca.

Quanto costa restaurare una radio ?

Ho bisogno di poter visionare innanzitutto la radio che volete restaurare e solo dopo si può parlare della fattibilità. Grosso modo però posso dire che ogni lavoro è una cosa a se e non è possibile fare un preventivo preciso, potete darmi 2 radio uguali, una si ripara con poco e l’altra mi farà diventare matto! Non c’è una regola! Non posso sapere cosa troverò di guasto dentro e se ci sono particolari che necessitano di ricambio o rimpiazzo, una potrebbe essere bella pulita e l’altra una crosta di ruggine con i fili rosicchiati dai topi.

Normalmente una radio in buone condizioni necessita del controllo e rigenerazione o sostituzione degli elettrolitici, del controllo dei condensatori di disaccoppiamento e sostituzione a tappeto di tutti quelli a carta e del controllo della tolleranza di tutte le resistenze. Spesso è necessario ritarare le medie frequenze. In qualche caso capita che le medie frequenze non si riescano più ad allineare, in questi casi bisogna vedere come risolvere, se la media che non si allinea si può riparare o se va rimpiazzata. Il guasto delle medie frequenze e di altre parti del gruppo di sintonia si può diagnosticare SOLO dopo aver riparato il resto del circuito, quando è possibile alimentare il circuito, da qui deriva l’incertezza sui costi di una riparazione perchè comunque è necessario esegui il lavoro fino a un certo punto per poter scroprire se c’è altro.

Nel caso di conversione FM, se il cliente non è interessato alla ricezione delle altre gamme d’onda della radio (onde corte, onde lunghe) è possibile ignorare guasti alle medie, ed è sufficiente che funzioni l’oscillatore locale OM per avere una radio che riceve perfettamente l’FM, anche se muta nelle altre gamme originali, questo fa risparmiare diverse ore.

I trasformatori se sono bruciati di solito si vede subito ed è comunque facile testarli, ma a volte mi è capitato che una volta finita la riparazione la radio funzionasse correttamente per alcune ore poi il trasformatore di alimentazione si bruciasse o iniziasse a surriscaldare dopo un pò che era in funzione, purtroppo a volte i materiali ormai logori dal tempo possono fare questi scherzi e anche questa è una cosa che causa incertezza durante un restauro.

Una foto della parte elettronica mi può aiutare a capire le condizioni generali dell’apparecchio e se voglio e non voglio prenderla in mano. Il mio lavoro va a ore più i pezzi (trovate qui i costi orari) e non posso proporzionarlo al valore della radio che riparo se no il 50% delle volte dovrei lavorare rimettendoci. Se la radio si accende e qualcosa si sente è facile che il costo non sia eccessivo, ma se non l’avete mai accesa non fatelo perchè rischiate di causare danni seri al circuito e far lievitare parecchio il costo di una riparazione successiva. In questo link potete trovare diverse spiegazioni in merito alle problematiche e ai danni che capitano accendendo una radio dormiente da decenni.

Se non ci sono valvole da cambiare, problemi e sorprese che saltano fuori in corso d’opera il costo della riparazione elettrica dovrebbe restare a cavallo dei 200/300€, ma questa cifra è assolutamente spannometrica, teorica e del tutto irrilevante, ci sono radio che sono venute a costare anche meno di 200€ ma in altri casi anche 300/400€ o più, tutto dipende da cosa c’è di guasto e dalle loro condizioni di partenza. Assolutamente non mi interessa niente del valore della radio di partenza, le ore di mano d’opera e i materiali costano sempre la stessa cifra, sia che la radio valga 5€ sia che la radio valga 5000€.

Consulta la pagina relativa ai costi orari.

L’affermazione “quando è stata messa via funzionava” è assolutamente priva di valore, perchè è stata messa via magari 40 o 50 anni fà e ci sono cose che si guastano anche solo a restar ferme con il passare del tempo, per non parlare poi del fatto che il più delle volte vengono messe via in cantine umide o hanno passato anni in balia di tarli e roditori per poi essere spostate in posti migliori senza che il proprietario si ricordi di nulla. Anche qui dovrei ricordare le numerose radio che “quando son state messe via funzionavano” e quando sono state riattaccate alla corrente hanno fatto il botto.

Quanto vale la mia radio ?

Se ti piace, il suo valore economico non ti deve importare, se si guarda il valore economico di una radio allora a parte pochi modelli, nessuno dovrebbe restaurarle. La questione è semplice, se andate in un negozio ne potete comprare una nuova? NO! C’è qualche sito che vende radio già restaurate, potete scegliere tra la decina di modelli che hanno in quel momento… E se non ne hanno una come la vostra? In tutti i modi quella che acquistate non sarà quella di vostra nonna o quella di vostro padre. Lasciamo stare poi le numerose radio che si trovano sui diversi siti di annunci, messe in vendita da privati che per sbarazzarsene e guadagnare qualche soldo dicono essere perfette, il 99% delle volte sono radio tirate fuori da cantine e solai nelle stesse condizioni di tutte le altre, ossia che vanno sistemate prima di essere usate. Molti venditori poi le attaccano alla spina 30 secondi e la dichiarano funzionanti solo perchè vedono accendersi le lampadine della scala parlante. Ho conosciuto diverse persone che hanno comprato radio (su internet o in qualche mercatino di paese) che poi gli hanno fatto il fumo dopo 5 minuti che le avevano attaccate alla spina. Se vuoi una radio che funziona devi prendere atto che bisogna spenderci sopra quello che è necessario per rimetterla in sesto. Quindi non interessarti del valore della tua radio, considerala un’oggetto che avrai solo tu, se il tuo scopo è restaurarla per poi metterla in vendita e pagarci una rata del mutuo lascia stare, stai sopravvalutando il suo valore monetario e non gli stai dando invece nessun valore emotivo, quindi mettila in vendita così com’è senza farci nulla e senza collegarla alla corrente, ad un prezzo onesto e lascia che a farla restaurare sia qualcuno che la apprezza per quello che è e non per il suo valore economico.

Su internet si trovano molte radio a prezzo bassi, perchè dovrei spendere di più per restaurare la mia ?

La quasi totalità delle radio messe in vendita su internet o che trovate nei mercatini sono nelle stesse condizioni della vostra; rimaste ferme per decenni in una cantina o in un solaio e necessitano di una revisione prima di essere rimesse in funzione. Molti venditori un pò per baro un pò per ignoranza nelle loro inserzioni affermano che la radio è funzionante anche se non lo è, oppure la danno per funzionante semplicemente perchè vedono accesa la lampadina della scala parlante. Il fatto che non si senta nulla non li preoccupa oppure sono convinti che non si senta nulla perchè “su quelle frequenze non trasmette nessuno”.

E se anche la radio funzionasse effettivamente (sempre che non sia stata revisionata in tempi recenti) funziona in modo non ottimale e non è affidabile (vedi questo articolo per capire cosa intendo). Mi è già capitato di ascoltare clienti raccontare storie del tipo “ho comprato questa radio da uno che diceva che andava, l’ho portata a casa l’ho accesa funzionava e poi a un certo punto sento un rumore di scintille ed è uscito del fumo da dietro”. Quindi concludendo se volete un soprammobile potete comprare una radio d’epoca su internet a 50 euro, se volete che funzioni anche nessuno ve la da a così poco, e bisogna obbligatoriamente restaurarla, anche se nell’annuncio c’era scritto “funzionante”.

Cosa posso ascoltare con una radio d’epoca restaurata ?

Ci sono radio d’epoca, quelle meno anziane, che sono già dotate di ricezione FM nativa (da metà anni 50 in avanti), quelle più vecchie invece possono ricevere nativamente solo trasmissioni in modulazione di ampiezza AM, nella gamma delle onde medie e onde corte, su queste gamme è possibile ascoltare in italiano solo Rai Radio 1 trasmessa da una sola stazione emittente in onde medie e qualche piccola emittente locale, il resto sono stazioni estere in lingua straniera, però questo non vi deve preoccupare perchè grazie a SB Convertitore FM uno speciale modulo FM esclusivo per i clienti SB-LAB è possibile convertire la gamma “OM” alla ricezione della FM completa da 87,5 a 108mhz con ottima qualità dell’audio (senza i disturbi tipici della ricezione AM) oppure è possibile dotare la radio di un modulo ricevitore bluetooth che si interfaccia alla presa giradischi, di cui sono dotate tutte le radio d’epoca con il quale è possibile inviare audio dal proprio smartphone alla radio d’epoca senza utilizzare pericolosi cavetti di connessione.

Restauro del Mobile

Il restauro del mobile è affidato a una ditta esterna (RS Restauro di Rita Stefani) a cui viene affidato il mobile già privato delle parti elettriche, esso richiedere vari tipi di intervento che dipendono dal legno, dallo stato del mobile e delle parti che lo compongono.

Le fasi del restauro del mobile approssimativamente sono:

  • Pulizia del mobile.
  • Sverniciatura, dove fosse necessario.
  • Trattamento antitarlo, dove fosse necessario.
  • Oliatura e lucidatura a gomma lacca con tecnica a tampone.
  • Lavaggio delle parti in plastica, se presenti.
  • Verniciatura di eventuali mascherine, griglie metalliche in oro, rame o altri colori per ripristinare il colore originale o lucidatura in caso di parti di ottone.
  • Sostituzione della tela dell’altoparlante, dove fosse necessario.

Ecco alcuni esempi, come il mobile di questa Geloso G-321R prima e dopo l’intervento di restauro.

Qui il mobile di una zenith del 1936 prima e dopo il restauro:

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Riparazione della parte elettronica

La riparazione elettronica di qualsiasi  apparecchio,  ed  in  particolare  degli apparecchi  d’epoca, richiede esperienza e professionalità, ma anche e soprattutto disponibilità di pezzi di ricambio. Nella riparazione non è sufficiente sostituire i componenti difettosi, ma è necessario sostituire anche quelli a rischio, in questo modo infatti, posso garantire il funzionamento nel tempo dell’apparecchio e dare  garanzia sui lavori effettuati.

Descrivo brevemente alcune fasi  della  riparazione  elettronica:

  • Smontaggio dell’apparecchio.
  • Verifica dello stato di salute delle valvole su prova valvole.
  • Pulitura di contatti striscianti, di zoccoli, potenziometri, etc…
  • Pulitura commutatori gamma, tastiera.
  • Sostituzione di eventuali fili essiccati che hanno perso l’isolamento o che rischiano di andare in corto.
  • Controllo ed eliminazione di eventuali cortocircuiti.
  • Controllo delle resistenze (spesso variano di valore causando abbassamento di volume ed altri difetti).
  • Rigenerazione o sostituzione (se la rigenerazione non andasse a buon fine) dei condensatori elettrolitici di alimentazione e di accoppiamento stadio BF (anche se in buono stato, non danno garanzia di funzionamento).
  • Taratura delle medie frequenze.
  • Controllo, pulizia e lubrificazione del condensatore variabile di sintonia.
  • Pulizia esterna accurata della scala parlante.
  • Sostituzione della cordina che permette la sintonizzazione delle stazioni (solo se necessario).
  • Lubrificazione delle pulegge e controllo della lancetta di sintonia.
  • Sostituzione delle lampadine di illuminazione della scala (solo se necessario).
  • Montaggio dell’apparecchio.
  • Collaudo tenendo l’apparecchio acceso diverse ore per verificare la stabilità della riparazione.
  • Installazione del modulo conversione FM se richiesto dal cliente.
  • Installazione del modulo di ricezione bluetooth se richiesto dal cliente.

In caso di necessità posso replicare parti meccaniche mancanti o distrutte ove non fosse possibile trovare il pezzo di ricambio originale, ad esempio le pulegge del variabile in zama spesso col tempo finisco per andare in pezzi, qui sotto potete vedere un’esempio, la puleggia originale si è praticamente distrutta:

E questo è il rimpiazzo:

Nel caso si desiderino lavori in economia o quanto sia possibile o consigliabile mi è possibile anche realizzare ricambi in plastica e gomma con il metodo della stampa 3D, come dimostra la foto qui sotto:

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Se siete interessanti a rimettere in funzione una vecchia radio contattatemi.

Ma io voglio il preventivo preciso!

Alcune persone nonostante questo articolo mi mandano messaggi pretendendo un preventivo preciso, magari convinti che allegando qualche foto io possa indovinare un prezzo, a queste persone chiedo cortesemente di rileggere tutto l’articolo dall’inizio! Non posso farvi un preventivo preciso e il perchè è spiegato sopra, lavoro a ore + i pezzi. Faccio presente che non sono un hobbysta o uno smanettone della domenica ma una ditta con partita IVA che deve fatturare e pagare tasse, quindi non posso di certo farvi un lavoro che richiede 1 mese per 50€ (come ho visto, radio poi rovinate e che smettevano di funzionare dopo pochi giorni). Se non accettate di commissionare un lavoro con l’incertezza della spesa finale allora semplicemente non sono interessato a tirarmi addosso problemi e litigi, quindi semplicemente non voglio toccare la vostra radio se voi non siete d’accordo al 100% con questa condizione.

Garanzie

Io metto tutto il mio impegno nei lavori che eseguo, considerate però che una radio restaurata non è comunque un’oggetto nuovo, ma un oggetto molto vecchio che è stato revisionato e quindi avrà alcune parti sostituite con parti nuove ma tante altre parti ancora sue originali e vecchie, non posso sapere se un pezzo funzionante si guasterà in futuro, io ovviamente cerco di cambiare tutte le cose che per esperienza non sono sicure ma non avrebbe nemmeno senso ricostruirla tutta da capo a piedi, sarebbe costosissimo e inutile. Quindi io vi riparo la radio e poi la faccio funzionare per un certo tempo come collaudo. Ve la consegno assolutamente in buona fede, se poi dovessero sorgere dei problemi di funzionamento vi chiedo cortesemente di non arrabbiarvi ma invece di ri-contattarmi per risolvere il problema, il più delle volte potrebbe essere una sciocchezza da niente. Faccio anche notare che ci sono siti che si lodano di restituirvi il vostro apparecchio con tutte le “garanzie a norma di legge”, ma la legge non prevede nessuna garanzia per un’apparecchio riparato e non nuovo, io (come loro) posso garantirvi solo la qualità dei componenti che impiego e se il guasto dovesse essere causato da un componente da me impiegato non chiederò nessun compenso per una eventuale futura nuova riparazione, quindi in garanzia. Io sono sincero e vi dico la verità altri non lo fanno. Posso comunque assicurarvi che è raro che una radio una volta riparata si torni a guastare.

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9 Responses to Restauro radio d’epoca – Archivio

  • in realtà son già almeno 3 anni che non ne accetto più, ho solo messo ordine al sito.

  • Mi spiace che il servizio di revisione e riparazione delle radio sia stato sospeso. Ti chiedo, qualora trovassi un collaboratore disposto a riprendere questa attività, di darne adeguato risalto sul sito. Un saluto. Luca

  • La tua radio non ha bisognod i un’antenna, la tua radio NON funziona e NON devi accenderla. Ha bisogno di una revisione totale con cambio di tutti i condensatori in perdita e riallineamento degli stadi RF.

  • Radio Geloso G216, funziona, ma in tutte le gamme non si riesce a distinguere, si ode un gracchirare. La musica si sente discretamente. Ho un dipolo a 1/2 d onda caricato. Autocostruito.Può essere l antenna?

  • ti ho risposto per email

  • Buonasera ,
    Può effettuare la riproduzione di una scala parlante che purtroppo si è rotta ? La radio è una Philips BF29OU

  • bene sono contento per te, è un bel pezzo da collezzione.

  • ho una radio “radiorurale” marelli 3 serie tipo 51 a cui manca il trasformatore e il frontalino con i fasci

  • Buonasera, cerco manopole x una radio d’epoca Telefunken Mignolette fm. Mi può far sapere se lei ha queste da vendere o saprebbe far avere qualche consiglio come trovare certi ricambi. Cordialmente, Marino.

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Riparazione di un Fender Super-Sonic: un amplificatore “indemoniato”

Il Fender Super-Sonic è un amplificatore per chitarra progettato per offrire sia suoni puliti e brillanti tipici degli amplificatori Fender, sia suoni distorti e saturi più aggressivi. La versione più conosciuta è il Super-Sonic 22, che monta una coppia di valvole 6V6 nel finale per un’uscita di 22 watt, caratterizzandosi per la sua versatilità e per la possibilità di passare da timbri vintage a moderni.

Questo amplificatore ha un canale Clean, ispirato ai modelli Fender Vintage, e un canale Burn per i suoni distorti. Il canale Burn è progettato per suoni più spinti e permette di ottenere una saturazione progressiva che si adatta bene a stili rock e blues. La configurazione di canale doppio con il sistema di switch è pensata per offrire un’ampia gamma timbrica.

Quando un Fender Super-Sonic arriva sul banco di lavoro, ci si aspetta un incontro con uno degli amplificatori più versatili e potenti di casa Fender. Ma a volte, questo “signore del suono” si trasforma in una vera sfida, e quello che sembrava un semplice intervento di riparazione può rivelarsi una lotta contro difetti inaspettati e sfuggenti.

Questo è stato proprio il caso di questo Super-Sonic “indemoniato”: ogni volta che risolvevo un problema, ne compariva un altro, come se l’amplificatore stesso cospirasse per restare bloccato in un vortice di guasti. Tre giorni di tentativi, analisi e verifiche hanno portato a una riparazione che definirei “epica” – una vera battaglia contro questo diavolo a valvole.

L’indemoniato

Quando un cliente mi ha contattato per un problema su un amplificatore Fender Super-Sonic 22, le sue parole lasciavano presagire una sfida: “un amico smanettone ha tentato di risolvere un fastidioso rumore di scoppio, ma ha finito per danneggiare l’amplificatore.” Il tentativo di riparazione “fai-da-te” si era rivelato un disastro, con piste strappate e componenti danneggiati, al punto che il cliente temeva di dover buttare l’amplificatore. Purtroppo, questo genere di errori è comune quando ci si affida a persone poco esperte, che spesso causano più danni che benefici.

Dopo aver ricevuto l’amplificatore e analizzato la situazione, ho scoperto che la causa del rumore, o “POP,” durante il passaggio dal suono clean a quello Burn, non era affatto nei relè sostituiti ripetutamente dal “riparatore” improvvisato. Era invece nascosta in un piccolo componente, un diodo 1N4148, che causava un corto momentaneo sulla linea a 15 volt ogni volta che uno dei relè si attivava. Questo diodo era apparentemente funzionante se misurato col tester, ma provocava un’interferenza che mandava in crisi l’amplificatore. Dopo numerosi test, sono riuscito a individuare e sostituire il componente difettoso.

Il malfunzionamento più grave, però, era la causa dell’intermittenza del suono in modalità Burn. Questa modalità rimaneva spesso muta, e ho dovuto procedere con cautela, individuando vie e piste interrotte a causa del precedente intervento. I “via” sono quei fori metallizzati che collegano le piste da un lato all’altro del circuito, erano stati compromessi (almeno pensavo), così come diverse piste delicate. Ogni pressione o urto sulla scheda riportava il suono, indicando un problema di connessione interna.

Ma alla fine il bero problema era nei relè montati dalla Fender stessa che avevano una tensione nominale di 24 volt, mentre il circuito li pilotava solo a 15-16 volt. Questo portava a un funzionamento al limite di questi relè, e uno di essi spesso non riusciva ad attivare correttamente il contatto. La soluzione è stata dimezzare il valore della resistenza di pilotaggio per fornire la potenza necessaria al corretto funzionamento dei relè.

Dopo tre lunghi pomeriggi di lavoro, ogni problema è stato risolto. Ma l’esperienza evidenzia una lezione importante: affidarsi a persone senza esperienza può danneggiare irreparabilmente un apparecchio. Nonostante le migliori intenzioni, l’improvvisazione può risultare disastrosa, come in questo caso. La riparazione di un amplificatore richiede esperienza, precisione e strumenti adeguati per evitare danni che, come in questo caso, potrebbero rendere necessaria la sostituzione di intere schede elettroniche.


Fender Super-Sonic –  rivalvolatura e taratura del bias

Quest’altro Fender Super-Sonic mi è arrivato con alcuni condensatori elettrolitici secchi e gonfi, da sostituire, insieme a un problema di commutazione tra il canale *Vintage* e il canale *Burn*. Il cliente desiderava anche una sostituzione delle valvole finali con valvole NOS, accompagnata dalla regolazione del bias. La parte più impegnativa è stato smontare i circuiti stampati, poiché sono collegati da una gran quantità di fili e connettori. Ho inserito delle foto, che potrebbero risultare utili per chi si trovi ad affrontare una riparazione simile.

Dopo aver sostituito i condensatori danneggiati, risolto il problema di commutazione e sostituito le valvole finali con le NOS, ho regolato il bias per ottenere il massimo delle prestazioni. Ogni componente è stato testato accuratamente, e dopo aver riassemblato l’amplificatore, tutto ha funzionato come previsto. Il cliente è stato molto soddisfatto del risultato, ritrovando il suo Fender Super-Sonic con una resa sonora migliorata e senza problemi di commutazione. Un altro amplificatore “rinato” e pronto a fare la sua figura sui palchi!

Se anche tu hai problemi con il tuo Fender o con qualsiasi altro amplificatore, non esitare a contattarmi. Sarò felice di aiutarti a ripristinare le prestazioni del tuo strumento e restituirgli la qualità sonora che merita!

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2 Responses to Riparazione di un Fender Super-Sonic: un amplificatore “indemoniato”

  • Stefano è stato bravissimo ad individuare il problema ed ha eseguito un ottimo lavoro sul mio amplificatore Supersonic che suona come nuovo ! Consigliatissimo

  • Ottimo lavoro! L’ampli dopo la riparazione oltre ad essere tornano nuovo ha guadagnato carattere e dinamica senza alterare le sue caratteristiche originali grazie ad un’intuizione di Stefano. Ho sempre piacere di poter affidare i miei strumenti e apparecchiature a persone davvero competenti e che mettono passione in ciò che fanno. Grazie Stefano.

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SB Proxima – Amplificatore Single Ended Triode Connected: Esplorando le Potenzialità delle KT88

È con grande entusiasmo che presento questo articolo riguardante un progetto di amplificatore audio a valvole che ho sviluppato nel 2019 con l’intenzione di pubblicarlo su una rivista di settore. Nonostante i miei sforzi, il progetto non ha visto la luce sulla carta stampata e l’amplificatore è rimasto un prototipo non utilizzato. Tuttavia, la passione e l’impegno che ho investito in questo progetto non sono andati persi.

Questo progetto utilizza componenti di alta qualità, tra cui il trasformatore SE2K-EL34, l’induttanza 15S59 e il trasformatore di alimentazione 17S4150. Dopo un periodo di riflessione, ho deciso di condividere il frutto del mio lavoro con altri appassionati di audio e fai-da-te. Ho reso disponibili il set di trasformatori e lo schema elettrico affinché chiunque abbia la voglia e la capacità di realizzare un amplificatore simile possa farlo con facilità.

Il prototipo originale invece l’ho ceduto ad un caro amico, che ne ha apprezzato le qualità sonore e l’estetica. Spero che questa esperienza possa essere di ispirazione per coloro che condividono la mia passione per l’audio di alta qualità e che possa portare gioia e soddisfazione a chiunque scelga di intraprendere questa avventura fai-da-te. Buona costruzione e buon ascolto!

Ciao Stefano

Proxima, che esperienza !!!
Ho ascoltato questo ampli a casa tua quando era ancora “in prova”, e già mi era piaciuto tanto. L’ampli si presenta in uno stile vintage molto molto gradevole, almeno per me e molto ben fatto. Collegato al tuo impianto, quindi un contesto controllato, la sorpresa e stata immensa. Già dal primo minuto di accensione, raro per un valvolare quello che esce dai diffusori è tanta roba, la tridimensionalità è pazzesca, così come la stereofonia, ma soprattutto, questo ampli è molto rivelatore, porta all’attenzione quei particolari della registrazione che solitamente solo stando attento riesci a percepire, anche mentre mandavo messaggi ad un amico, alzovo la testa e mi chiedevo da dove saltavano fuori certe note. Qualsiasi genere musicale viene riprodotto magnificamente e non ti viene mai la voglia di cambiare disco perché ti stanca. La potenza, di targa non altissima me è appagante, non ho trovato il clipping, se non facendo sanguinare le orecchie. Altra cosa che trovo interessante è la possibilità di poter cambiare tipo di valvola, poter giocare rende sempre le persone felici. Non mi dilungo ulteriormente, dico solo Proxima è una delle tue migliori creazioni.
Cristian.

Questo che vi presento è un’apparecchio realizzato da me nel 2019, il cui progetto doveva essere presentato su una nota rivista del settore. Tuttavia, non sono riuscito a trovare un accordo con loro; al contrario, abbiamo avuto un vero attrito di vedute. Tale disaccordo mi ha portato a rinunciare alla pubblicazione del progetto, e hanno invece commissionato un lavoro simile a quello mio a un’altra persona. Quest’ultima afferma che non si possono pilotare le valvole in A2 utilizzando altre valvole come driver, ma che è necessario ricorrere a transistor e mosfet. È evidente che non conosce la 6H30. Peggio per loro. Io mi godo il risultato e loro non sanno cosa si sono persi le loro orecchie.

Comunque, avevo voglia di realizzare un circuito diverso dal solito e sperimentare qualcosa di nuovo. Ho quindi derivato dal progetto del tulipa un single ended che può montare, con minime modifiche, EL34 / 6CA7 / KT66 / KT77 / KT88 e 6550. La particolarità di questo circuito sta nel fatto che le finali sono connesse in triodo e accoppiate DC (senza condensatore) al loro driver, una 6H30pi, e quindi pilotate in modo misto A1 e A2 con una polarizzazione a bias fisso.

Il pilotaggio in griglia positiva permette di raggiungere, in modalità triodo, più potenza di quella che che si avrebbe dal pilotaggio normale in A1, consentendomi di sfruttare la bassa resistenza interna della valvola connessa in triodo per raggiungere un certo fattore di smorzamento “target”, usando il minimo tasso di controreazione. La controreazione utilizzata è di tipo locale: il secondario del trasformatore di uscita è posto sotto al catodo della finale stessa, sommata a un’ulteriore minima controreazione locale tra l’anodo della finale e il catodo dello stadio di ingresso.

Desidero sottolineare che il circuito è ottimizzato per EL34 e compatibili e, sebbene possa montare KT88, non ne riesce a sfruttare appieno le potenzialità, come qualsiasi amplificatore che possa montare indistintamente EL34 e KT88 del resto… Non è mia consuetudine fare queste cose di solito, era qualcosa di più che avevo pensato per la pubblicazione in edicola; certamente in un’altra ottica avrei realizzato una variante del circuito ottimizzata per KT88.

Le valvole montate sull’apparecchio sono una coppia di 5751 NOS (versioni speciali delle ECC83), la sopra citata 6H30Pi e una coppia di preziose 6550 General Electric NOS. Tutti i condensatori nel percorso del segnale sono polipropilene selezionati, mentre gli elettrolitici delle alimentazioni sono anch’essi bypassati con condensatori polipropilenici selezionati.

Nella parte superiore del pannello sono presenti 2 trimmer per la regolazione del bias e 2 strumenti a lancetta in stile vintage che indicano la regolazione del bias; nella foto qui sotto invece si vede il cablaggio del circuito. Come per la maggior parte dei miei prototipi, è montato su un telaio in legno, in questo caso noce finito con gommalacca e pannelli di alluminio.

La potenza che l’amplificatore raggiunge è di 7 watt RMS con qualsiasi tipo di valvola finale montata; se avessi realizzato una variante specifica per KT88, avrei probabilmente ottenuto circa 9 watt. Lo smorzamento raggiunge un fattore di 5,5, mentre la banda passante è di 30Hz / 80kHz (-1 dB) e 20Hz / 110kHz (-3 dB) fino alla massima potenza. Di seguito è riportato il grafico:

Qui sotto la risposta alle quadre, 100Hz

A 1khz

E 10khz

La distorsione armonica totale si attesta al 0,2% a 1 watt a 1 kHz e allo 0,21% a 10 kHz. Ecco i grafici:

L’esperienza d’ascolto è esaltante: la gamma bassa è potente e veloce, con diffusori ben controllati e un impatto realistico ed energico delle percussioni. La gamma media e alta è limpidissima, brillante, ricca di dettagli e grana, con un’apertura stereofonica emozionante. L’ascolto risulta godibile con tutti i generi musicali, dal rock ai cori, rispettando una buona regola per qualcosa che possa essere realmente definito HiFi di alto livello.

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