Vega 632 – Restauro

Tipo1:

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Questa è stata una di quelle radio che a vederle “non sembrava messa male” ma poi a metterci le mani saltavano fuori problemi uno dietro l’altro. È iniziato come un restauro normale, di quelli che cambi qualche condensatore alcune resistenze, accendi e la radio parte… Invece ho cambiato qualche condensatore e qualche resistenza, vado per accendere e mancava l’anodica: raddrizzatrice con il filamento interrotto, cambiala… Riaccendo c’è tensione ma resta muta, totalmente muta: trovo il trasformatore di uscita interrotto, metto un pezzo di ricambio di recupero riprovo ed è ancora muta la EL41 si era bruciata (tensione di schermo senza tensione di placca uguale finale bruciata), cambia la finale.

A questo punto ha cominciato a dare segni di vita, miracolosamente la ricezione sembrava buona e ho deciso di non toccare niente degli stadi a radio frequenza, poi si scaldava un pò e cominciava ed ammutolirsi o ripartire casualmente a seconda di come la picchiavi, ovviamente ho pensato subito a un falso contatto e cominciato a fare tutte le cose ovvie come disossidare il commutatore di gamma… niente… disossidare tutti gli zoccoli… niente… toccare e muovere ogni singolo componente all’interno… niente… che diavolo è! picchio tutte le valvole non ancora cambiate, sembrava la ECH42 la cambio con un’altra ma ancora nessun risultato. Alla fine era l’occhio magico ! l’ultima cosa che uno può pensare. Sostituisco l’EM4 con un 6E5c e la radio finalmente è ultimata.

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Tipo2:

Questa che segue è un’altra Vega 632, stesso telaio ma mobile esterno differente, diversi indizi lasciano pensare che sia stato prodotto effetivamente dalla Vega, ad esempio ha il pannello posteriore che entra perfettamente nella sede che riporta il marchio “Vega 632”.

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La parte elettrica di questa radio sembrava in buone condizioni, migliori del primo esemplare, ho proceduto alla solita sostituzione dei condensatori a carta, di alcune resistenze totalmente sballate, ho cambiato la EL41 che era guasta. Le medie frequenze erano a posto ma poi sono impazzito a trovare un corto circuito nel gruppo RF che rendeva la radio muta nella gamma delle OC.

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Radio finita, le sue manopole mancavano totalmente così ho provveduto a un rimpiazzo con manopole stampate con la 3D fino a quando non saranno reperite le sue originali.

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Gizeta Radio mod. 80 – restauro “semi” estremo

Questa radio era rimasta abbandonata in una soffitta per anni. Nata come scatola di montaggio mi è stata consegnata per essere riportata in vita, purtroppo colui che la assemblò all’epoca non era molto esperto, quando ho guardato sotto al telaio ho trovato una manciata di componenti buttati li, fissati l’uno con l’altro senza uno straccio di un’ancoraggio, saldature incerte, molte delle quali rotte.

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A mio giudizio quel pastrocchio non era riparabile, il circuito andava ricostruito ma lo schema non è disponibile, mi metto al computer a consultare la mia raccolta di schemi cerca e ricerca trovo lo schema della “liar modello 555”, stesso identico set di valvole, abbastanza basilare… Bene ricostruiamo la radio con lo schema di un’altra, tanto ero sicuro che la cosa sarebbe riuscita. Ripulisco il telaio quasi del tutto…

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Testo poi il trasformatore di alimentazione che dava fuori una tensione anodica (CA) di 360+360volt (troppo..) ronzava e assorbiva molto di primario, quindi evidentemente guasto.

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In questo caso non ho voluto riavvolgere il trasformatore perchè forse non ne valeva la pena, mi sono messo a “razzare” nei vari pezzi recuperati da radio demolite per vedere se trovavo qualcosa di compatibile e mi è venuto in mano questo:

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6,3v, 4v, 300+300 … le dimensioni circa come l’originale… aggiudicato ! Ho ricostruito il circuito da schema, tarato MF e gruppo RF (questa radio è incredibilmente sensibile e selettiva, raramente sento così tante stazioni anche in OM e con una sintonia così stretta da non credere !). Ho avuto rogne con una sezione del variabile che andava in corto in alcuni punti della corsa (risolto) e son diventato di gomma a mettere su la funicella di sintonia che passava dietro il supporto della scala parlante che però non si poteva togliere perchè alcune puleggine era fissate su di essa, alla fine dopo parecchie ore ho potuto riassemblare il tutto con il risultato che potete vedere in foto.

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Nota: purtroppo non ho fatto foto del prima del mobile sappiate comunque che mancavano pezzi di impiallacciatura, era piena di screpolature e aveva anche una scritta incisa con un chiodo sul davanti.

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AudioNote P1 – Riparato

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Questo amplificatore è arrivato piuttosto malconcio, diversi elettrolitici secchi, alcune resistenze bruciate e una valvola finale (JJ tesla) che si era guastava ed aveva avuto un corto interno a peggiorare le cose.

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Ho provveduto a sostituire i componenti guasti e a cambiare tutte le valvole ad eccezione di una coppia di ECC83 che erano ancora buone e matchate e che ho riutilizzato nel posto delle sfasatrici.

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Prima ancora di presentare le strumentali di questo amplificatore guardate la foto qui sotto, essa mostra il trasformatore di uscita: si vede benissimo un pezzo finale del secondario che non occupa l’intera gola… Una delle regole fondamentali per non avere dispersione di induttanza è riempire sempre le gola, per ogni passata, non ci devono essere avvolgimenti incompleti, e state certi che se hanno lasciato a metà il pezzo finale esterno anche dentro sarà pieno di sezioni di primario di secondario fatte alle stessa maniera, le successive strumentali evidenziano appunto alcune carenze di questi trasformatori d’uscita.

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Si può vedere bene un pezzo di avvolgimento secondario che accupa poco più di metà della gola. Ma passiamo alle strumentali:

Potenza massima: 10Watt RMS come da targa.
Banda Passante a 1Watt: 20Hz -0db ~ 17kHz -3db
Banda passante a 6watt: al di sotto dei 30Hz la sinusoide è molto distorta ~ 19kHz -3db. Qui si evidenza la difettosità dei trasformatori d’uscita, solitamente all’aumentare della potenza la banda passante di un trasformatore diminuisce, in questo caso nella parte alta si guadagna qualcosa, questo succede perchè la maggiore potenza compensa un pò l’induttanza dispersa abbondante del trasformatore. Resta il fatto che questa banda passante sia piuttosto scarsa, se rifacessi questi trasformatori probabilmente riuscirei a raggiungere una banda passante prossima ai 100khz.

Fattore di smorzamento DF: 8
Rout: 1 ohm

DF e Rout di buon livello ma ottenuti a forza di NFB, come dico sempre il negative feedback di per se non è un male ma se accoppi un trasformatore con scarsa banda passante con tanto NFB ottieni solo problemi e infatti ho scoperto che il circuito non è stabile, in assenza di carico innesca un’auto-oscillazione a 10Hz, qualcuno dirà che l’assenza di carico non è una condizione normale ma si sbaglia a metà perchè molti diffusori nella fase di rientro del cono mostrano un’impedenza molto elevata e potrebbero indurre l’amplificatore a generare delle spurie, inoltre l’oscillazione non è mai totalmente soppressa, anche su carico resistivo con la scala di 0,1volt ho potuto visualizzarla perfettamente sull’oscilloscopio:

Vediamo l’analisi di spettro a 1 watt:

1watt

E a 6 watt:

6watt

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