Il Triodino 4 – Single Ended 300B Stereofonico – Progetto definitivo

Dopo numerose richieste di un’upgrade del Triodino 3 da perte di utenti via email pubblico questo progetto che ho voluto chiamare Triodino 4. Premessa il Triodino 3 è un progetto che circola liberamente su internet da forse 2 decenni, è stato fatto e rifatto in tutte le salse con modifiche sempre molto marginali al progetto e di base permettetemi di dire che il Triodino 3 è un progetto fin troppo semplice e con tale estrema semplicità si trascina dietro anche delle limitazioni. Il Triodino 3 in buona sostanza è una 300B con il proprio stadio driver e basta, una bozza di circuito.

Principali limitazioni del triodino 3:

  1. Ha bisogno di un preamplificatore perchè l’ingresso richiede uno swing di ben 6Vpp di segnale per essere pilotato quando la maggiorparte delle sorgenti sonore hanno un livello di uscita inferiore alla metà.
  2. L’alimentazione in alternata del filamento per quanto si possa fare lascia sempre un residuo di ronzio in altoparlante che diventa udibile se si hanno casse ad alta efficienza.
  3. La configurazione in selfbias non rende un suono pulito come potrebbe una a bias fisso, la qualità del condensatore di bypass diventa importante, e ci si trova una grossa resistenza per ogni 300B che scalda come un ferro da stiro dentro al telaio.
  4. Lo smorzamento sviluppato da questo circuito zero feedback si attesta ottimisticamente parlando attorno a un fattore 2, quindi il triodino 3 ha problemi di controllo delle basse frequenze nel rispetto del diffusore, questo vuol dire che abbinato a determinati tipi di casse acustica potrebbe creare un suono con bassi gonfi.

Ho quindi preso la bozza che è il triodino 3 e completato il lavoro arrivando ad un circuito che cura tutti gli aspetti, essendo la 300B una valvola costosa e prestigiosa non ho risparmiato niente, quindi questo è un progetto senza compromessi, qui sotto lo schema premium dei finali, della sezione di alimentazione e del servobias.

Le differenze con il triodino3: Il mio progetto ha come stadio di ingresso un mu-follower modificato composto da un’ottimo pentodo octal di segnale caricato con un triodo, questo stadio del circuito fornisce una sensibilità di ingresso maggiore e permette di pilotare il Triodino 4 direttamente da una sorgente audio come un lettore CD, DAC o pre Phono senza ulteriori stadi di preamplificazione posti nel mezzo (meno roba c’è migliore sarà il suono) nell’intenzione il triodino 4 è un finale integrato e può avere il suo controllo del volume.

La 300B è polarizzata a bias fisso, la regolazione del bias è effettuata da un circuito servobias che rileva la corrente di bias della finale su una piccola resistenza posta sotto al catodo e regola il negativo di griglia, questo circuito non è attraversato dal segnale audio, maneggia semplice tensione continua non interferendo in nessun modo con la resa sonora del circuito e anzi da il vantaggio di fornire un bias sempre a puntino sia quando l’amplificatore è freddo che quando si è scaldato, e regola autonomamente il bias anche quando si cambiano le valvole senza che l’utente debba mettersi li con tester e cacciavitare trimmer e potenziometri. Rispetto la soluzione di selfbias adottata nel triodino 3 il vantaggio sonoro è notevole in quanto non si ha la reattanza di un condensatore sotto al catodo, ma questo particolare ai più sarà ben chiaro, gli effetti positivi di un bias fisso sono cosa nota.

L’alimentazione dei filamenti delle 300B è fatta in corrente continua filtrata con una cella CRC per non avere ronzio residuo in altoparlante, volendo fare di più si potrebbe adottare anche una cella CLC per un suono ancora più puro, per ora mi è stato chiesto così, ma è sempre possibile fare una piccola variazione al circuito.

Siccome molta gente è ancora diffidente nei riguardi di certe cose che dico da tempo il circuito è dotato di un negative feedback disattivabile per mezzo di un’interruttore, ho calibrato il circuito per avere un basso tasso di NFB e non diventare troppo sensibile se questo viene staccato, infatti molti circuiti retroazionati se si scollega il segnale di NFB diventano troppo sensibili e la regolazione del volume diventa difficoltosa, prendono rumori etc… questo circuito richiede 3Vpp (1,1Vrms) per essere pilotato con il negative feedback inserito e 2Vpp (0,7Vrms) per essere pilato senza NFB, in questo modo spero di cominciare a fornire alle persone un’oggetto che possa finalmente dimostrare quello che dico, ossia che un circuito ben costruito non suona peggio se c’è NFB, ma solo che hai le frequenze basse più frenate e per quelli che non vogliono fidarsi possono staccarlo e avere un’amplificatore zero feedback, tanto sono sicuro che provato una volta non torneranno più indietro, i miei trasformatori non sono come quelli che fanno altri…

Ma non è tutto, il vecchio triodino 3 era alimentato da un semplice ponte raddrizzatore, i più virtuosi lo hanno modificato per essere alimentato con una valvola raddrizzatrice ma io ho voluto fare di più, per spingere la qualità dell’audio al massimo ho realizzato uno stabilizzatore di tensione a valvole, lo stabilizzatore di tensione è formato dalla coppia di una 6080 o 6AS7 valvola che molti usano in audio ma che è nata per fare esattamente il lavoro di stabilizzatore di tensione! (Dual power triode, ruggedized 6AS7G. Intended for use as series voltage regulator.) e una ECC83 come pilota della 6080, una nota per chi volesse realizzare questo progetto; la ECC83 essendo in un circuito praticamente statico non richiede di essere di altissima qualità per far funzionare bene l’amplificatore, lo dico perchè i prezzi delle ECC83 NOS non sono bassi, per questo impiego sarà sufficiente una comune ECC83 di produzione moderna. La tensione anodica stabilizzata darà all’amplificatore un suono con una marcia in più, ne godrà il microdettaglio, il palcoscenico e la tridimensionalità del suono e i soldi che risparmiate sulla ECC83 spendeteli per condensatori di qualità.

Montaggio di “R.”

“R” mi ha portato l’amplificatore per le misure di rito e le verifiche.

Si possono ammirare le 300B FullMusic con placche mesh… Per chi non lo sapesse e pensasse che siano in redplate non è così, le 300b mesh hanno le placca costruire come una reticella metallica quindi il rosso incandescente che si vede è la luce del filamento che appassa attraverso di essa e non la placca arrossata.

Piccola nota tecnica con le FullMusic il fattore DF dell’amplificatore si è attestato su di un valore di 6,0 mentre con il montaggio qui sotto dove sono state usate delle valvole Elettro Harmonix il DF si limitata a 4,4, con tutta probabilità le 300B fullmusic sono ostruire con la placca molto più vicina al catodo, il che gli conferisce una resistenza interna inferiore e da qui il maggiore fattore di smorzamento.


Prime foto del montaggio di “C.”

Ho avuto modo di mettere mano sul montaggio di “R” per la messa a punto finale del circuito, ho risolto una sofferenza della 6080 in fase di accensione con una modifica al servobias, adesso le 300B si accendono in condizione di interdizione forzata per 30 secondi circa, dando il tempo alle altre valvole a riscaldamento indiretto di andare a temperatura dopo di chè il servobias le fa partire gradualmente come succede alle altre valvole. In pratica le 300B essendo a riscaldamento diretto partono un pochi secondi, solo che lo stato di accensione graduale di tutte le altre causavano rumori e ronzii mentre l’ampli partiva e la 6080 si trovava ad erogare sovracorrenti indesiderate. Ho risolto anche qualche errore di montaggio di “R”. Nello schema del finale ho segnato i colori dei fili del primario del TU, per evitare di fare erroneamente feedback positivo e ho aggiunto una sola resistenza nello schema del regolatore di tensione.

Ecco le strumentali che ho rilevato:
Potenza 8,3Watt RMS per canale
Smorzamento DF: 4,44
Distorsione THD @ 1 watt: 0,38%
Banda passante: 10Hz / 20khz -1dB

Devo dire che il montaggio di “R” non è dei migliori, è possibile che le capacità distribuite nel montaggio abbiano pregiudicato un pò le prestazioni del circuito, sopratutto la banda passante, in ogni modo il risultato non è per niente cattivo, vediamo i grafici:

Spettro Armonico

Banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Quadra a 100Hz – 1k – 10khz

Qualcuno nei commenti qui sotto aspettava di poter paragonare le strumentali con e senza NFB inserito ma purtroppo “R” che ormai “sà” non ha voluto mettere l’NFB disattivabile, ma come suona ?

Ciao Stefano

Sto ascoltando il triodino 4, che io ho chiamato Afrodite.
Devo dire, che  il risultato è abbastanza diverso dagli altri 300b s.e. ascoltati fin ora. Le voci sono sempre il live motive di queste valvole e gli acuti hanno una grana molto fine.
Quello che lascia increduli è il basso, che con solo uno smorzamento di qualche virgola superiore a 4, risulta particolarmente frenato e con un punch esaltante.
Le valvole driver utilizzate sono delle 6sj7 Ken rad nos, con involucro in metallo e la 6sn7 GTA nos Philips. Le finali sono delle volgarissime E.H.
Grande idea il servobias, che funziona benissimo, anche se credo non piacerà agli smanettoni che “devono” regolare il bias ogni quarto d’ora 🙂
Il risultato lo reputo molto buono.

Cristian
Continue reading...

4 Responses to Il Triodino 4 – Single Ended 300B Stereofonico – Progetto definitivo

  • Quello che succede agli strumenti è già ampiamente spiegato in tutti i vari articoli che ci sono sul sito, rispetto lo zero feedback aumenta lo smorzamento e vedi la risposta in frequenza sul carico reattivo che mostra dislivelli minori, cosa legata allo smorzamento, si allarga un pò la banda passante e la distorsione THD diminuisce. All’ascolto per quello che riguarda le realizzazioni ottimizzate sui miei trasformatori l’unica differenza è che senza NFB hai le basse frequenze fastidiose se abbinato a diffusori con coni importanti e/o reflex mentre la gamma media e alta sono buone, mentre con l’NFB inserito hai la gamma medio alta ugualmente buone ma anche i bassi sono più controllati.. sostanzialmente solo giovamenti e nessuna controindicazione, questa esperienza l’ho già fatta con la modifica sul music angel XD850 https://www.sb-lab.eu/music-angel-xd-850mk3-update/ che nella versione che ho ascoltato aveva addirittura un potenziometro al posto della resistenza di NFB, quindi potevi variare il tasso di controreazione da niente ad un certo massimo e tutto ciò che abbiamo sentito era solo il variare dei controllo delle basse frequenze. La cattiva fama dell’NFB si è cotruita essenzialmente dall’incapacità del grosso dei costruttori di saperlo mettere a punto e dalla non disponibilità di trasformatori di buona qualità infatti ho spiegato più volte che non è l’NFB da solo a creare un brutto suono ma quando se ne abusa o quando lo si combina con trasformatori con bande passanti troppo ristrette, in quel caso le rotazioni di fase vanno a generare tutta una serie di distorsioni che rendono poco piacevole l’ascolto… sopra questo poi ci marciano i venditori di elettroniche che fomentano l’avversione contro di esso e tutto si perpetra all’infinito come un dogma religioso.

  • Ops, “con per ora è tutto” non avevo capito che era un nuovo progetto in realizzazione… Vista la possibiltà di abilitare/disabilitare il NFB mi ero parecchio incuriosito e poter vedere le strumentali con l’unica variabile lo stato del NFB è davvero molto interessante, anche perché dove altro si possono trovare queste prove??? O uno sa farsele oppure si viene qui 🙂

  • sto aspettando che venga costruito il primo esemplare, non sono una macchina sforna soldi e sforna amplificatori 🙂 uno cmq è già in fase di costruzione.

  • E le strumentali che pubblichi sempre?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pioneer N50 – Modifica con stadio d’uscita valvolare

“R” Dopo aver letto l’articolo sull’USB mini DAC mi ha chiesto se si poteva fare una cosa simile sul suo Pioneer N50 usando qualche valvola che aveva a disposizione, studiati gli spazi a disposizione gli ho realizzato uno schema premium con 4 simpatiche valvolette in sub miniatura su zoccolo a 7 pin, il circuito è un semplice SRPP formato da un pentodino 6CB6 nella parte bassa e un triodo 6AF4 nella parte alta. Il circuito fornisce un guadagno di circa 11dB che abbinato a questo dac gli dona un segnale di uscita di ben 9Vpp (3,2Vrms) con una distorsione volutamente non troppo bassa per donare un pò di suono valvolare all’apparecchio. Qui sotto lo schema premium:

Il circuito è dotato di un filtro ricostruttore sull’ingresso che ha lo scopo di eliminare la scalettatura del segnale che esce dal DAC e un trimmer per il bilanciamento del livello di uscita dei 2 canali in quanto il circuito stesso è privo di feedback quindi anche se le valvole sono selezionate i 2 volumi non saranno mai perfettamente uguali. C’è anche un temporizzatore che tiene muta l’uscita finchè le valvole non si sono scaldate in modo da dare il tempo al condensatore di disaccoppiamento di caricarsi senza creare problemi a qualsiasi cosa ci sia collegata all’uscita. La modifica non comoda da fare ma non impossibile, la prima cosa è eliminare il trasformatore che sta sulla destra, dietro al display, che alimenta la scheda del convertitore D/A e sostituirlo con un nuovo trasformatore che oltre ad alimentare questa scheda fornisca anche le alimentazioni aggiuntive necessarie al circuito valvolare. Vediamo come “R” ha proceduto alla sua modifica…

Innanzitutto ha smontato la scheda che ospita il DAC, scollegato il convertitore dagli operazionali e dissaldato completamente i connettori RCA dallo stampato.

 Quindi ha fatto 2 fori sul PCB per poter portare fuori il segnale che esce dal DAC con 2 coassiali schermati, una colata di colla a caldo è l’idea per evitare di strappare questi fili nelle operazioni successive.

Si è procurato dei distanziali in plastica e ritagliato una 1000 fori ha iniziato a montare il circuito che sostituirà gli operazionali. Sulla destra si vede montata una piastrina con un circuito survoltore che mi serve per ottenere 180volt in corrente continua. Utilizzare un’alimentazione tradizionale diventava scomodo se non impraticabile in questi spazi, quindi ho deciso per un circuito booster che elevasse i 12volt continui (che uso anche per altre cose). Ho dedicato molta attenzione a questo circuito per ottimizzarlo e filtrare TOTALMENTE ogni sorta di disturbo che potesse emettere. Lo stadio di uscita di questo booster è un filtro CLC con una minuscola induttanza telefonica da 1H che elimina completamente i disturbi che sono comunque a 500khz, se avessi dovuto operare a 50hz con un circuito classico sarebbe stato ben più difficoltoso realizzare un filtraggio così efficace in così poco spazio perchè sarebbero servite induttanza di valore molto maggiore.

Le valvole scelte si adattavano bene a lavorare con una tensione non troppo alta mantenendo comunque una corrente di regime di almeno 5mA, e suonano benissimo nonostante tante persone diffidino sempre delle valvole che non conoscono, l’unica attenzione va posta sulle 6CB6: vanno selezionate quelle non microfoniche invece con la 6AF4 non ci sono grossi problemi.

Voglio approfondire un pò questo discorso: in questo caso si ha a disposizione una tensione anodica di 240volt per diversi motivi uno dei quali era dover realizzare un trasformare che restasse entro il profilo dell’apparecchio (diversamente non si sarebbe potuto montarlo), volevo realizzare un SRPP per avere una bassa impedenza d’uscita e volevo anche, per lo stesso motivo, che in questo SRPP potesse circolare una corrente minima di 5mA. C’era bisogno di guadagnare molto in tensione perchè il segnale che esce dal DAC è basso e qui la nacessità del pentodo. Lo schizzinoso scegliesse una ECC82, la 6CG7, la 6SN7 o una ECC88  simile la per esempio si troverebbe con questo problema: Il punto di lavoro sarebbe quello dell’immagine qui sotto, chiunque con un minimo di pratica nella progettazione capisce che crea un problema di accettazione, cioè c’è pochissimo margine di movimento che la valvola arriverebbe al clipping quasi immediatamente. Così polarizzata non può rendere di certo il meglio di sè oltre ai problemi di erogazione di corrente su carichi a bassa impedenza.

Dopo qualche ricerca ho scovato questa 6AF4, vediamo come sono le sue curve e dove finirebbe il punto di lavoro, decisamente più “dentro” e con maggiore spazio di swing sia in tensione che in corrente:

Quindi in conclusione non disprezzate le valvole che non conoscete, non suonano male solo perchè le conoscono in pochi… negli anni 90 sputavano anche sulle 2A3 biplacca della fivre e adesso si mordono a vicenda per averle… Ogni valvola ha le sue caratteristiche e in base a queste caratteristiche andrebbero scelte di volta in volta a seconda di quello che si deve fare e non in base alla moda, in base alla moda si finisce solo per far compromessi tecnici a discapito del suono che non sarà di certo migliore solo perchè state usando una valvola famosa.

Circuito finito…

Piccola info: questo DAC connesso in USB viene riconosciuto nativamente da sistemi Linux senza installare nulla (come praticamente tutto ormai su Linux) mentre con Windows 10 ancora bisogna installare driver. Qualcuno ha avuto però problemi di blocchi delle porte USB del PC causati dal fatto che l’apparecchio non è connesso a terra “di fabbrica”, se dovesse capitarvi che si sconnette o tutto quello che è collegato in USB al computer smette di funzionare provare a collegare a terra l’apparecchio, potreste risolvere tutti i problemi. Qui sotto lo spettro distorsioni del circuito mentre il DAC si sta mandando una sinusoide via software dal PC, livello di uscita a 8Vpp THD totale 2,1%

Continue reading...

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

SB-Nibiru – Prototipo – Perchè non esiste solo la distorsione armonica

Trovo solo ora il tempo di scrivere un’articolo su questo piccolo esperimento che ho fatto 2 anni fà, spiego subito che si tratta di un’esperimento a tutti gli effetti ma che mi è servito, e potrebbe servire anche a voi che leggete a comprendere meglio i fenomeni che avvengono all’interno di un circuito e a sfatare ulteriormente alcuni credi audiofili. L’oggetto è comunque un piccolo preamplificatore che può essere utilizzato con godimento e ha veramente senso realizzarlo o prenderlo come spunto per altri progetti.

Intanto perchè l’ho chiamato Nibiru? cit. Wikipedia

Nibiru è un presunto pianeta descritto, sulla base di una personale interpretazione delle scritture sumere, dallo scrittore Zecharia Sitchin nell’ambito della sua teoria che vorrebbe che all’origine della vita sulla Terra ci sia una presunta civiltà extraterrestre. Tale sua personale teoria è del tutto priva di riscontri e di qualunque base scientifica.

Proprio come per Nibiru anche nel mondo audiofilo circolano miti e leggende prive di riscontri e basi scientifiche ma che si tramandano a voce e su cui si crede per fiducia in modo dogmatico, alcuni di questi riguardano la distorsione armonica che sembra essere l’unico tipo di distorsione esistente, e i presunti effetti deleteri del negative feedback (di cui ho già parlato in quest’altro articolo) o i presunti effetti positivi della sua assenza, per essere più precisi in questa leggenda si afferma che l’uso di negative feedback in qualsiasi sua forma sia anche solo un regolatore di tensione che alimenta un filamento cancellerebbe informazioni sonore, ma realizzato questo esperimento si scoprirà che le cose non stanno proprio così.

Iniziamo parlando della distorsione armonica: nel mondo audiofilo dei forum, delle riviste e dei vari guru che fanno documentari su youtube parrebbe che tutto il bello del suono delle valvole sia causato dal fatto che esse distorcono con armoniche pari o che le differenze sonore tra un’apparecchio o l’altro dipendano unicamente da una diversa impostazione dello spettro armonico… che i single ended suonano in un certo modo perchè fanno le armoniche pari mentre i pushpull suonano in un’altro perchè fanno le dispari (ma quell’altro tizio non aveva detto che le valvole fanno solo le pari?). La realtà delle cose è ben più complessa di come la descrivono… per ignoranza? per malafede? Perchè è troppo faticoso affrontare un discorso seriamente e spiegare le cose come sono veramente? Perchè alimentare il mito aiuta a vendere apparecchi e accessori super costosi limitandosi a raccontare favole? Non lo so, però posso affermare qui ora (e farò un’articolo di approfondimento più avanti quando ne avrò occasione) che le valvole non distorcono solo di armoniche pari, ma generano sempre e comunque un misto di pari e dispari in diversa misura a seconda del circuito in cui vengono inserite e che il risultato non è poi statico e immutabile ma cambia anche solo cambiando valvola con un’altra apparentemente uguale nello stesso circuito, che i single ended non predominano necessariamente di armoniche pari e che i pushpull non predominano necessariamente sempre e solo di dispari… e che a volte questi cambi di impostazione armonica non risultano nemmeno udibili.

La distorsione armonica è solo una delle tante distorsioni possibili su un segnale che attraversa un circuito, altri tipi di distorsione sono per esempio quella di fase, le intermodulazioni, le distorsioni di memoria. Sarebbe impossibile per me approfondire tutti questi argomenti in una volta sola, per ora lascio che gli interessati facciano le loro ricerche su internet. Mi limito a dire che tutti questi tipi di distorsione possono affliggere in modo più o meno negativo i vari circuiti amplificatori e possono modificare l’esperienza uditiva dell’ascoltatore e magari il celare la loro esistenza alle masse è stata una delle cause del formarsi di un’altro mito, ossia quello che gli strumenti di misura non servono a niente “perchè a volte capita che un circuito che agli strumenti sembra andare meglio suoni peggio di uno che sembrava andare peggio” (a parte che suona meglio o peggio è una cosa abbastanza soggettiva) in realtà, come sempre dico spesso, i dati sono falsi oppure sono incompleti. È comprensibile comunque che diventi difficile mostrare tutti questi dati e che poi gli utenti normali riescano a interpretarli, io stesso non possiedo tutti gli strumenti che sarebbero necessari (perchè veramente costosi e fuori dalla mia portata) per spiegare meglio “nibiru”, in ogni modo la prova empirica ad orecchio e il confronto delle strumentali che riesco ad acquisire rende un quadro abbastanza comprensibile della cosa e tutto ciò che faccio è molto di più di quello che fanno tanti venditori che non esibiscono niente.

Una grande importanza in questi fenomeni sonori ce l’hanno gli elementi reattivi: condensatori, induttanze e trasformatori sono in assoluto i componenti più imperfetti e anche complessi nella loro imperfezione, prendiamo ad esempio un’induttanza… nel mondo teorico questa è un’induttanza:

Nel mondo reale invece questa potrebbe essere la rappresentazione approssimativa di un’induttanza con i suoi elementi parassiti…

Brevemente: l’induttanza reale ha una resistenza serie che è rappresentata dalla resistenza DC del filo di rame, una resistenza in parallelo (di grandissimo valore) che è la dispersione del dielettrico, un condensatore in parallelo che è la sua capacità parassita principale, ha poi dei gruppi risonanti LC serie e LC parallelo (potrebbero essere anche più di uno per tipo) e in fine i condensatori verso massa che ho disegnato all’inizio e alla fine sono le capacità che si formano tra l’inizio e la fine dell’avvolgimento rispetto la carcassa metallica del nucleo che normalmente è collegata al telaio. Poi senza considerare l’effetto di Barkhausen. È facile comprendere che se l’induttanza ideale e ipotetica ha un comportamento ben preciso e prevedibile quella reale che cela tutti questi circuiti parassiti ed inevitabili avrà un comportamento molto complesso rispetto al segnale audio che la attraversa. Un trasformatore poi è ancora più complesso di una semplice induttanza, ed anche i condensatori hanno elementi parassiti che formano reti abbastanza complesse.

Veniamo al circuito di nibiru, a cosa fà: Una delle leggende audiofile vorrebbe che gli amplificatori zero feedback suonassero con una certa tridimensionalità, palcoscenico, o il presunto effetto di avere davanti l’orchestra o la cantante, normalmente chi parla di zero feedback glissa oppure ignora totalmente il discorso sui problemi di controllo dei diffusori alle basse frequenze. Sempre gli stessi poi sono quelli che dicono che l’uso di negative feedback è deleterio perchè cancella informazioni sonore…

Innanzi tutto posto questi 2 file audio, (freeware) che si trovano su internet assieme a tanti altri, vi chiedo di ascoltarli assolutamente con delle cuffie (non funziona se li ascoltate con le casse), non importa che utilizziate un’amplificatore prestigioso, bastano 2 cuffie infilare nel jack del computer o dello smarphone…

Titolo: “Dal Barbiere”

Titolo: “Acqua minerale”

Fanno abbastanza venire i brividi vero? Molti sognano una cosa del genere davanti al loro HiFi… e questi 2 file audio sono volgari MP3, alcuni sapranno già di cosa si tratta, ma lo spiego per quelli che non lo sanno; queste sono registrazioni binaurali…

La foto qui sopra non è la testa di un manichino per esporre cappelli e occhiali al supermercato ma è un costosissimo microfono binaurale, per capire il suo funzionamento bisogna prima capire come fa il nostro cervello a capire la direzione di un suono. Noi abbiamo solo 2 orecchie una a destra e una a sinistra, nonostante questo riusciamo a capire se un suono arriva da davanti o dietro, da sopra e da sotto (o direzioni intermedie)… Com’è possibile? il segreto è nella forma delle nostre orecchie, quando un’onda sonora colpisce la struttura dell’orecchio subisce delle distorsioni (sopratutto nel dominio della frequenza e della fase) e queste distorsioni cambiano a seconda di come l’onda impatta sulla struttura dell’orecchio (in pratica a seconda della direzione) per poi arrivare al timpano, in base a queste distorsioni il nostro cervello, che è un computer potentissimo, riesce a comprendere la dislocazione fisica nell’ambiente da cui questo suono è partito. Il microfono binaurale imita una testa umana con 2 orecchie che sono una copia fedele di orecchie umane all’interno delle quali si trovano 2 microfoni e proprio in questo modo i 2 microfoni riescono a registrare delle reali informazioni sonore tridimensionali che portano al risultato sorprendente che avete sentito sopra, che può però essere apprezzato unicamente in cuffia, infatti riproducendo questi file sonori in un normale impianto stereo si modifica completamente ciò che arriva ai nostri timpani e l’effetto tridimensionale svanisce totalmente.

Capita questa cosa diventa evidente che se una registrazione non contiene questo tipo di informazioni audio perchè è stara registrata con microfoni normali o addirittura registrata uno strumento alla volta in uno studio e poi mixxata e non la si ascoltata in cuffia non potrà MAI e poi MAI risultare come un’evento reale quando riprodotta, anche perchè magari l’evento reale “live” non è mai accaduto (musica registrata in studio)… o meglio, voglio essere più chiaro: nella registrazione NON ci sono queste informazioni ed è palese che nessun circuito può restituire al segnale qualcosa che è stato perso (tralasciando qualche guru che afferma di costruire macchine fantascientifiche che viaggiano nel tempo o in altre dimensioni a cui è meglio non dar peso). Se ascoltando il vostro impianto si notate elementi tridimensionali, perchè si è costruita una certa catena audio, con certe casse e in un certo ambiente, queste informazioni sonore, questa tridimensionalità, il palcoscenico… sono finti… posticci… se vogliamo dire: creati ad arte ma comunque frutto di una certa manipolazione o meglio distorsione del segnale nei suoi tanti aspetti di frequenza di fase etc, ad opera dell’amplificatore o delle casse o di un certo posizionamento nell’ambiente… Non la riproduzione fedele di un eventi live ma “un’effetto speciale” che probabilmente avviene in un certo modo solo a casa vostra e non è ripetibile esattamente uguale in altre condizioni.

Attenzione io non sto sindacando che introdurre queste distorsioni goderecce sia sbagliato, provate a immaginare il sapore di una costina di maiale cotta sui carboni e una cotta nel microonde senza sale e senza spezie… la seconda fa abbastanza schifo. Quello che voglio dire è un’altra cosa: i vari guru affermano che gli amplificatori retroazionati cancellino cose… ma la realtà è che “è l’assenza di controreazione” a introdurre cose che nel segnale non ci sono! La realtà percepita e raccontata viene totalmente ribaltata! Dov’è lo sbaglio in tutto ciò? Fino a che punto queste cose aggiunte sono buone e quando diventano peggiorative? (immaginate la vostra costina ai ferri sepolta sotto una colata di salsa tanto sa non distinguere più il sapore della carne). Lo sbaglio sta nel fatto che quando non comprendi un fenomeno allora non lo sai gestire! Tanti realizzano amplificatori che vengono come vengono per avere questi effetti ma si trascinano dietro problemi patologici che non si possono eliminare perchè non li comprendono. Arriviamo al circuito di Nibiru, di cui qui sotto lo schema premium:

Il circuito è molto semplice e basilare, è costituto da una ECC82/12AU7 o compatibile come 6189 / 5814A e realizzabile anche con la 12BH7 / 6CG7 e 6SN7. La tensione anodica è molto bassa, attorno gli 80 volt ed è presente un deviatore quadruplo che permette di passare il circuito in 2 modalità diverse, in un modo la valvola è caricata con una resistenza sull’anodo e una sotto al catodo senza nessun condensatore di bypass, quindi non c’è nessun elemento reattivo nel circuito (a parte i condensatori di disaccoppiamento inevitabili) nell’altro modo invece viene inserito un condensatore in parallelo alla resistenza catodica mentre la resistenza anodica viene sostituita con una induttanza 19S555. Ci sono poi 2 potenziometri doppi, il primo posto sull’ingresso è un controllo di tono che permette di tagliare le frequenze basse mentre il secondo è un negative feedback locale variabile che permette di regolare un tasso di controreazione locale tra un certo massimo e un certo minimo (prossimo a zero).

L’esperimento consiste nel porre questo circuito in mezzo tra una sorgente nota ad esempio un DAC o un lettore CD e un’amplificatore di potenza che deve essere retroazionato, quindi disporre di un certo minimo smorzamento dei diffusori e possibilmente che sia un buon amplificatore e non un rottame che suona male.

Ora ci si può divertire con i comandi di nibiru, a regolare i vari potenziometri per sentire come cambia il suono, io posso ora raccontarvelo a parole ma vale la pena sperimentare di persona perchè è interessante e istruttivo, e getta finalmente luce su argomenti che risultano ai più oscuri e incomprensibili.

Nella modalità resistiva, senza elementi reattivi, nibiru risulta abbastanza neutro, quasi inutile a parte una leggera preamplificazione del segnale. Non cambia granchè rispetto a non averlo collegato affatto, viene introdotta solo la distorsione armonica della valvola e sostanzialmente il miglior suono si ha settando la controreazione al massimo perchè si abbatte proprio tale distorsione presente quando il feedback sta a zero. Il bello avviene quando si commuta il circuito nella modalità reattiva, esso diventa quello che viene poi chiamato parafeed, con la differenza che nessuno a parte me ho avuto l’idea di inserire una controreazione locale variabile in un circuito parafeed. L’effetto che si ottiene è il seguente: quando la regolazione del negative feedback è al massimo si ha un suono abbastanza chiuso e schiacciato contro le casse (stranamente ad almeno 2 o 3 persone a cui l’ho fatto sentire piaceva così! Dimostrazione che poi meglio o peggio è soggettivo.) Questo avviene per via delle interazioni eccessive tra NFB e le rotazioni di fase dell’induttanza. Man mano che si gira il potenziometro diminuendo il tasso di NFB il suono si apre. Inizialmente questo si distacca dalle casse mantenendo però una separazione destra e sinistra, proseguendo il suono si distacca sempre più, si forma un fronte sonoro centrale e si nota quello che chiamano palcoscenico ossia sensazione di avere davanti la cantante con gli strumenti distribuiti da destra a sinistra… poi ancora il suono si avvicina, arriva in faccia all’ascoltatore.. tutto questo gradualmente man mano che si cala il tasso di NFB… ma continuiamo… a un certo punto si confonde un pochino la distinzione tra destra e sinistra, i 2 canali si mescolano… siamo a circa ore 13 del potenziometro… diminuendo ancora il tasso di NFB la gamma medio alta resta invariata, suono aperto ma cominciano a imbruttirsi le basse frequenze, dapprima sporche e poco definite diventano slabbrate e invadenti quando il tasso di NFB è al minimo… si può agire sul controllo di tono per abbassare il volume delle basse frequenze e renderle meno invadenti ma restano comunque poco definite. Bisogna poi tener presente che nibiru come carico ha il potenziometro di un’amplificatore… perchè quando il carico è una cassa le cose sono ancora più complesse.

Vediamo cosa succede con gli strumenti di misura.

Distorsione su carico resistivo puro

Senza Feedback (THD 1,3%)

Massimo Feedback (THD 0,86%)

Distorsione su carico reattivo puro

Senza Feedback (THD 1,24%)

Massimo Feedback (THD 0,4%)

Come si vede bene da queste analisi di spettro sono inconclusive e non dicono assolutamente niente, ci sono differenze di poche frazioni percentuali di distorsione armonica tra i vari modi che non spiegano per nulla le grandi differenze che si hanno a livello uditivo… Però voglio far notare che sebbene questo sia un circuito semplicissimo formato da 1 solo triodo, con o senza feedback, non ci sono solo armoniche pari… MA PER NIENTE! nello spettro senza feedback vediamo in ordine da sinistra a destra la armoniche 2 – 3 – 5 – 9 … mentre nello spettro con massimo feedback le armoniche 2 – 3 – 7 – 9 e anche nel modo reattivo ci sono diverse armoniche, quindi chi insiste a dire che le valvole producono solo armoniche pari non dice il vero. Passiamo all’analisi della risposta in frequenza e in fase.

A questo punto so benissimo che qualcuno obbietterebbe “eh ma qualcosa cambia! come fai a dire che non si sente quel 0,1% di differenza!!” Lo dico perchè basta sostituire la ECC82 con un’altra ECC82 (e ho provato con diverse ECC82, con una 6211, la 5814 e una 12BH7) per avere cambiamenti anche più consistenti di uno 0,1% ma all’atto dell’ascolto non cambiava niente… al di sotto del 1/2% di THD solo gli strumenti notano differenze (provato con diverse cavie che ovviamente non sapevano cosa stessi facendo nel corso degli anni).

Risposta in frequenza su carico resistivo

Senza Feedback (25 gradi a 60khz)

 Massimo Feedback (25 gradi a 70khz)

Risposta in frequenza su carico reattivo

Senza Feedback (25 gradi a 20khz)

Massimo Feedback (25 gradi a 50khz)

Per mio errore nell’acquisizione del grafico, su carico resistivo ho impostato la scala a 50gradi quadretto, mentre su carico reattivo a 10gradi quadretto, in definitiva l’andamento in fase su carico resistivo è comunque migliore rispetto quello sul reattivo, ho riportato il grado di rotazione di 25 gradi partendo da 1khz… Già in questa misura si nota che l’elento reattivo introduce maggiore rotazione di fase. Ma se proviamo a sollecitare il circuito con un segnale ad onda quadra a 10khz? (in giallo il segnale del generatore in azzurro il segnale del circuito)…

Quadra su carico resistivo

Senza Feedback (1volt / div)

Massimo Feedback (1volt / div)

Quadra su carico reattivo

Senza Feedback (10volt / div)

Massimo Feedback (2volt / div)

Sul carico resistivo non si nota niente di particolare a parte il cambio di ampiezza, il fronte di salita e discesa dell’onda è leggermente arrotondato per via delle capacità del circuito ma niente di chè, con l’induttanza di carico senza NFB si ottiene una quadra più arrotondata e deformata, se si aumenta il tasso di NFB la deformazione diminuisce gradualmente ma mai del tutto fino a quando si arriva al massimo NFB dove compaiono anche delle leggere ondulazioni sulle creste dell’onda che ho cercato di evidenziare aumentando lo zoom che sono il ringing della stessa, ossia una risonanza interna, ma ancora tutto si ferma qua. In pratica i fenomeni maggiori, in teoria, avvengono sui segnali transitori dove gli elementi reattivi del condensatore e dell’induttanza immettono nel segnale più cose, e l’interazione con il negative feedback riesce in parte ad eliminare alcune di esse (ribadisco: eliminare cose che sono state aggiunte dal circuito, non eliminare cose che erano nel segnale) e in parte ne crea altre per interazione, purtroppo non ho strumenti più complessi che potrebbero dare misurazioni più significative.

Quello che però secondo me è chiaro è che gli elementi reattivi aggiungono cose al segnale (distorsioni) e che di certo non centrano nulla con le armoniche. Il circuito di nibiro è interessante per fare esperimenti, chi non fosse interessato a fare queste prove ad orecchia puoi realizzarlo omettendo il commutatore, lasciando solo la sezione reattiva con il feedback regolabile e senza controllo di tono. Tra l’altro non sono il primo ad averci pensato, basta guardare qua sotto la foto che mi ha mandato un’amico su Whatsapp.

Voglio aggiungere che l’inserimento di nibiru in mezzo alla catena audio ha sempre procurato una leggera diminuzione della definizione e del dettaglio della registrazione, con o senza feedack non importa, è importante dire che più roba si mette in cascata in una catena audio più inesorabilmente si perdere qualcosina, anche se poco, e questo insegna che se si può fare meno di un preamplificatore forse meglio non metterlo, molte persone infatti infilano preamplificatori in mezzo tra sorgenti e finali che magari non ne avrebbero bisogno. Però l’effetto di suono che ti viene in contro quando nibiru è inserito e ben regolato è veramente bello. In definitiva io personalmente continuo a concludere che la totale assenza di NFB sia un handicap e che invece l’uso ponderato e moderato dello stesso sia come il piatto di uno chef stellato, e spero che questo articolo muova la curiosità dei lettori.

Continue reading...

8 Responses to SB-Nibiru – Prototipo – Perchè non esiste solo la distorsione armonica

  • Certo AleD ti dicono sempre che devi spendere tanto se no non va bene poi vai a casa di un tuo amico che ti chiama a sentire un 300b che ha pagato 12000 euro e fa schifo se anche fosse che spendi un sacco di trasformatori e va bene uguale a come va bene fatto in un altro modo cosa ci hai guadagnato?, vale l’idea o vale il risultato? dai retta a me che di apparecchi con i trasformatori di stefano ne ho già costruiti 3 con i suoi schemi e suonano molto meglio di tanta roba che compri senza feedback anche costosa

  • “Ma con un budget elevato sarebbe possibile progettare e costruire per esempio un SE a triodi con nessuna retroazione, ne’ globale e nemmeno locale, e che funzioni sonicamente bene? Da abbinare a diffusori ad alta sensibilità e facili da pilotare.”

    C’è anche da dire che il fastidio del basso smorzamento dipende anche dall’inerzia delle casse e dalla potenza del circuito, con questo 45 che ho realizzato io https://www.sb-lab.eu/sb-tulipa-single-ended-45/ avevo usato un tasso di NFB veramente poco limitato, il DF era appena di 3 ma con i soli 2,2 watt era sufficiente a fare un buon ascolto, però la questione è sempre quella che si rifugge il negative feedback perchè vi si associa una esperienza uditiva negativa, ma questo non è sempre vero, sopratutto se i trasformatori hanno bande passanti elevate e la rete di NFB è fatta bene non si trova nessuna differenza apprezzabile ad orecchio se non che senza del tutto in molte situazioni si ha esperienza di bassi fuori controllo, quindi non capisco la ragione dell’accanimento. In ogni modo il lilliput https://www.sb-lab.eu/lilliput-amplificatore-single-ended/ potrebbe essere uno di quei progetti molto semplici e con uno smorzamento buono nonostante l’assenza di controreazione, perchè la 6080 ha una resistenza interna di appena 300ohm… purtroppo le altre valvole di più comune uso hanno Ri di migliaia di ohm…

  • Gentile utente non posso fare commenti diretti su prodotti della concorrenza e ho dovuto per ovvi motivi eliminare il link, io non dico niente su quell’apparecchio perchè non l’ho mai provato ma un’idea ce l’ho e il video in questione l’ho già visto tempo fà e non mi trovo d’accordo con quelle che viene affermato, un monotriodo zero feedback accoppiato e trasformatori avrà un certo risultato che può piacere o non piacere ma trovo sbagliato affermare che l’uso di NFB sia incontrovertibilmente e sicuramente peggiorativo perchè si afferma come verità assoluta quello che invece è un gusto personale, ho pubblicato il progetto del triodino 4 con nfb disattivabile proprio per incuriosire le persone perchè il paragone tra 2 apparecchi diversi non vale niente e si traggono conclusioni errate, ci sono fior di amplificatori che usano la controreazioni venduti a parecchie migliaia di € di marchi famosi, che suonano bene. La questione piuttosto è che i sostenitori dello zerofeedback a tutti i costi a mio modesto parere siano una minoranza ma sono accaniti e fanno tanta “confusione” tutti gli altri comprano e realizzano quello che gli pare senza fare tanta propaganda, il problema è che sempre secondo me gli stessi stanno portando al collasso il mercato dei valvolari perchè ho osservato tantissime persone stanche di essere prese in giro con apparecchi che costano un’occhio della testa e mi dicono che non suona bene e sono passati allo stato solido perchè si sono arresi che quella via di mezzo non gliela da nessuno… o stato solito o valvolari zero feedback e tutti e dire così suona meglio.. in termini culari è come se tutti proponessero la loro ricetta per cucinare il baccalà dicendo questo è buono, è meglio, ma se non ti piace il baccalà?

  • Te lo dicono a parole, ma tu lo hai sentito e confrontati, sopratutto confrontati con retroazionati fatti al mio modo (e non uno qualsiasi) ? perchè un mio amico di roma che ha realizzato questo: https://www.sb-lab.eu/single-ended-el34-di-alberto/ aveva uno che continuava a dirgli (quando gli schemi erano ancora visibili in chiaro… infatti li ho pixelati tutti anche perchè mi ero rotto di queste persone) “non farlo, da un circuito così non puoi aspettarti più di tanto, è sbagliato, toglie quello aggiungi quall’altro, stacca il negative feedabck…” poi per fortuna alberto ha fatto il progetto rispettandolo, con i miei trasformatori e ottimi condensatori che gli hanno suggerito i ragazzi di audiokit e quando il guru di turno è andato a sentire è rimasto pietrificato e alla fine ha dovuto ammettere che non ha mai sentito così tanto dettaglio in un’amplificatore… e non è l’unico che si è trovato amici e conoscenti che remavano contro le mie progettazioni alla fine si sono trovati col loro amplificatori di marchi o nomi altisonanti … 845, 2a3, 300B i cui marchi i modelli non posso citare perchè poi sarei passibile di azioni legali, totalmente seppelliti.. tanto per dire che c’è uno che fa dei 300B e dichiara che siano zerofeedback e con uno smorzamento di diverse centinaia come cifra (totalmente impossibile anche con il più retroazionato degli stati solidi) ma poi nei vari commenti leggi gente che dice che però lo usa un biamplificazione solo sui medi alti perchè le basse non le fa bene.

  • Comunque l’esempio sarebbe questo:

    link eliminato

    Che ne pensi?

  • Chiedevo perché ci sono progettisti che li realizzano con costi di costruzione (non di vendita) di svariati migliaia di euro e sostengono appunto che la controreazione zero dia risultati sonicamente migliori usando valvole adatte in circuiti adatti. Boh.
    Se interessa in privato posso fornire il contatto (nostrano).

  • Come ho spiegato in altri articoli si riesce ad avere uno smorzamento “decente” ( https://www.sb-lab.eu/fattore-smorzamento-amplificatori/ )solo con un ristretto numero di valvole che posseggono una Ri molto molto bassa che praticamente si restringe alle regolatrici di tensione come la 6080 / 6336 / 6c33 e poche altre… con valvole come la 2A3 e le 300b non si riesce ad avere ottimisticamente parlante uno smorzamento superiore a fattore 2, ma sinceramente la cosa non deve essere di nessun interesse perchè quello che conta è il risultato e non come lo si ottiene e questo continuare a trattare il negative feedback come una sorte di peste a me personalmente ha stancato, ( https://www.sb-lab.eu/negative-feedback-e-la-caccia-alle-streghe/ ) tutti quelli che hanno sentito le mie realizzazioni o abbiano eseguito qualche mio schema con i miei trasformatori alla fine si sono trovati d’accordo che la buona progettazione con moderato (e sottolinea moderato) uso di NFB abbinato a buoni trasformatori da risultati superiori e non raggiungibili in sua assenza… Ma poi pubblicassero le strumentali a parole potrei anche dire di avere 4 braccia e 3 occhi… quanti ce ne sono che pubblicano i dati che pubblico io? Ho visto mcintosh, un produttore di amplificatori che costano come casa mia e basta… di contro ho avuto qualcuno che ha voluto insinuare che le misure che faccio sono taroccate perchè voglio tirare acqua al mio mulino, oppure quando per dire ho riparato il fatman 252 non ho avuto problemi a scrivere che faceva 100khz di banda passante perchè aveva ottimi trasformatori https://www.sb-lab.eu/fatman-itube-252/

  • Ma con un budget elevato sarebbe possibile progettare e costruire per esempio un SE a triodi con nessuna retroazione, ne’ globale e nemmeno locale, e che funzioni sonicamente bene? Da abbinare a diffusori ad alta sensibilità e facili da pilotare.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.