LEAK STEREO 50 – Restauro

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Questo amplificatore mi è arrivato dopo essere stato pasticciato dal solito “tecnico” che ha cambiato 3 cose rotte su 30 che non andavano bene e spruzzato unto su tutti gli zoccoli, ovviamente non risolvendo il malfunzionamento dell’apparecchio che si accendeva e funzionava male rovinando valvole su valvole.

A parte i 4 condensatori a scatolino che sono stati montati in sostituzione degli originali, di disaccoppiamento verso le finali, che probabilmente causavano l’arrossamento delle placche delle stesse e il totale non funzionamento dell’amplificatore tutto il resto dei componenti erano i suoi originali… Elettrolitici secchi, carta e olio in perdita e tutte le resistenze ad impasto di carbone totalmente fuori dal mondo con valori sballati e molto diversi da quelli che dovevano esserci, oltre questo tutti gli zoccoli delle valvole inzaccherati di unto appiccicoso perchè ci avevano spruzzato il solito spray lubrificane assolutamente inadatto usato su un circuito elettronico. Ho quindi iniziato il lavoro smontando i trasformatori dal telaio per poter procedere con un lavaggio della padella…

Una volta pulito a dovere il circuito ho iniziato sostituendo i morsetti degli altoparlanti con altri un pelo più comodi…

Il restauro è poi proceduto sostituendo una a una TUTTE le resistenze e TUTTI i condensatori che erano presenti sulla piastra, può sembrare assurdo ma non c’era niente di buono! Ho sostituito le resistenze ad impasto con comuni resistenze a strato, spiacente per chi le considera componenti musicali ma ho riscontrato variazioni che andavano ben oltre il tollerabile: resistenze da 200k che arrivavano a 245k o resistenze da 180K che erano 190k, 2k2 arrivate a 2k5 e via discorrendo! alla faccia della precisione e della stabilità del circuito, infatti molte delle ECC83 che erano state montate su questo apparecchio versavano in condizioni di totale cottura con curve storte e sezioni sbilanciate segno che hanno lavorato con punti di lavoro non consoni o oltre i limiti operativi. Mentre i condensatori non polarizzati li ho sostituiti con del polipropilene mundorf o altre marche NOS di buona qualità, gli unici ad essersi salvati sono i 2 elettrolitici principali da 16+16uF che dopo tutte le misure e i test effettuati erano in perfetta salute quindi li ho lasciati al loro posto, mentre ho sostituito il terzo elettrolitico di disaccoppiamento della sezione pre con un condensatore munito di zoccolo octal fornito dal cliente perchè prendeva bene il buco e si fissava a dovere al contrario di quello montato dal precedente tecnico che stava “fermo” per la forza della gomma piuma con cui avevano foderato il buco più grande del condensatore. Qui sotto la foto del lavoro finito:

Inoltre una cosa importate che ho fatto è realizzare il pannello per chiudere lo chassis dell’amplificatore, a quanto pare LEAK li vendeva senza fondo?! o forse erano pensati per essere montati in un mobile?! Se qualcuno ha informazioni in merito magari può lasciare un commento… Fatto sta che dentro questo circuito girano dei 400volt e la gente li usa così come sono, aperti… Pazzi! Quindi ho realizzato un pannello in lamiera per chiudere come conviene l’apparecchio…

Il primo che commenta che così i componenti dentro scaldano e non suona bene lo lincio, i componenti che scaldano (valvole e 3 resistenze di potenza) sono tutti esterni, i componenti dentro non scaldano particolarmente e non sono infastiditi dal calore passivo e in ogni caso un’apparecchio elettrico va chiuso, inoltre chiuderlo contribuisce alla migliore schermatura da parte di disturbi elettrici di qualsiasi natura. Ho infine fatto una cernita della sporta di valvole che mi hanno portato per trovare un set completo e funzionante da montare, utracer è stato un grande aiuto.

Un paio di misure, intanto ci tengo a sottolineare che l’amplificatore non è da 50 watt ma 25+25 RMS la banda passante è di circa 10Hz – 16khz -1dB @1 watt, con l’aumentare della potenza si nota l’insorgenza di un’andamento ondulatorio dopo i 10khz che probabilmente sono frutto delle interazioni con la fortissima controreazione del circuito, la distorsione armonica sta a 0,12%@1watt e 0,22@15 watt, vediamo i grafici…

Spettro a 1 watt

Spettro a 15 watt

Risposta in frequenza a 15 watt

Risposta in frequenza su carico reattivo, lo scostamento è di circa 1dB massimo

Finito il finale è il turno del suo preamplificatore, trovate l’articolo relativo cliccando qui… Nel video qui sotto il finale in funzione collegato al varislope II, ovviamente dev’essere chiaro che il video non è dimostrativo della qualità dell’audio che va ascoltata dal vivo, ma solo del funzionamento dell’apparecchio in sè…

Ci tengo poi a dire che se l’intenzione è usare questo finale con un moderno lettore CD o DAC, il preamplificatore varislope 2 potrebbe essere superfluo perchè il segnale che esce da tali apparecchi è già abbastanza forte per pilotare direttamente il finale (meno roba c’è nella catena meglio và), per farlo basta scollegare il varislope 2 e usare i 2 ingressi RCA presenti sopra il connettore ombelicale ponendo solamente un’attenuatore passivo per poter regolare il volume come ho fatto io in questa prova.

bla

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6 Responses to LEAK STEREO 50 – Restauro

  • Un GRANDE lavoro del Mago Stefano. Gli apparecchi sia il pre che il finale hanno magicamente ripreso vita e carattere, gran voce, suono caldo dettagliato, pulito, che solo un bravo riparatore ha saputo ridare. Ero sul procinto di accantonare l’idea di ripararlo ma per fortuna ho trovato la persona giusta, un pò rude (come tutti i geni) ma dalle grandissime competenze e professionalità. Grazie Stefano Bianchini !

  • Un GRANDE lavoro!! Risuscitato al meglio il “morto”.
    Stefano: GRANDE MAGO, Grande professionalità e competenza. Grazie

  • su 8 ohm, i dati sono riportati, ci sono i grafici della THD con tutti i dati, basta ingrandire le immagini.

  • 25+25W su quanti ohm e a che percentuale distorsiva ?

  • non l’ho sentito, devo ancora finire il restauro del suo pre

  • Ciao Stefano, come valuti il suono di questo vecchietto?

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Magnadyne SV59 – Restauro estremo e conversione FM

Questa radio mi è arrivata in pessime condizioni, in tempi antichi si era bruciato il trasformatore di alimentazione e diverse altre cose dentro, qualcuno ha provato a sostituire il trasformatore originale con un’altro (si può notare che il trasformatore ha un suo cambio tensione, ma un’altro cambio tensione è presente sul telaio, quindi il trasformatore non è io suo originale). Avevano provato a ripararla ma facendo solo un gran pasticcio, la radio presentava un gran numero di fili e componenti staccati, mancavano dei pezzi, numerosi conduttori erano rovinati, oltre a questo era parecchio sporca. Ho quindi smontato l’altoparlante e tutta la maschera frontale con la scala parlante e il trasformatore di alimentazione (antico ma funzionante) e ho dato una bella lavata al telaio.

Quindi ho smontato la piastrina centrale (che ciondolava appesa a pochi fili rimasti integri)…

Quindi, schema alla mano, ho cominciato a ricostruire l’intera radio…

La cosa più antipatica, cosa già successa con altre radio, è che gli schemi ufficiali che si trovano di questa radio hanno la 6A8g come valvola convertitrice, ma su questa c’era una WE20 e diverse resistenze di valore differente anche nei pressi dell 6K7 e ovviamente essendo il circuito tutto pasticciato non era possibile risalire allo schema originale, quindi non mi è restata nessuna scelta che smontare lo zoccolo a bicchiere della WE20 per montare un’octal e sostuirla con una 6A8 seguendo l’unico schema a mia disposizione… questo dovrebbe far riflettere i pasticcioni che si cimentano in lavori a che non sanno portare a termine, perchè rimediare ai loro pasticci diventa sempre molto laborioso e molto costoso. È vero che mi faccio pagare a ore ma sono lavori molto tediosi e sinceramente preferirei non doverli fare. Se la radio non fosse stata pasticciata sarei riuscito a ripristinarla con la sua We20.

Dopo la bellezza di 24 ore di mano d’opera sono riuscito a terminare la ricostruzione del telaio e ad eseguire la prima accensione sotto variac…

Quindi l’installazione del modulo FM

Ecco il telaio finito

Il mobile è stato restaurato da Rita Stefani tornando splendente come nuovo.

Ed ecco la radio completata…

… e finalmente in funzione …

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Radio Gnomo – La radio a valvole più piccola mai costruita

Se sei interessato ad ottenere un trasformatore audio di ricambio per la tua gnomo ti potrebbe interessare leggere questa pagina.

Ho ricevuto questa Gnomo in condizioni abbastanza precarie, mancavano totalmente le scale parlanti e aveva subito una caduta… La parte più laboriosa è stata ricomporre la plastica blu vicino alla manopola della sintonia, le colle erano inutili e avrebbero tenuto per 10 minuti, sono andato di prepotenza fondendo la plastica con il saldatore e ricongiungendo i pezzi per poi modellarli a caldo, ho aggiunto degli spezzoni di filo in acciaio armonico per consolidare la struttura, il lavoro alla fine non è venuto per niente male!

Ho poi riparato il pezzo mancante del mobiletto…

Mancavano le scale parlanti, quindi le ho stampate!

Ho avuto poi non poche difficoltà a rimettere su la funicella di sintonia che si è anche spezzata al primo tentativo di rimettere in tensione la molla, il resto del lavoro sulla parte elettrica si è limitato alla sostituzione dei poi condensatori, le resistenze ad impasto nere stranamente andavano tutte, ho poi ovviamente scollegato il diodo al selenio e messo un normale diodo al silicio.

Prima

Dopo

Una volta accesa ha funzionato subito.

Ovviamente il circuito di questa radio non è per niente sensibile, per dimostrare il funzionamento nel video qui sotto ho usato il trasmettitore OM.


Qui sotto potete vedere il lavoro di restauro di un’altra Gnomo

Ho recuperato questo esemplare a un prezzo d’occasione, è la rarissima GNOMO, senza dubbio la radio a valvole più piccola mai realizzata. Ricevitore a rilevazione diretta: nessuna amplificazione RF, nessuna conversione di frequenza, solo un semplice circuito accordato collegato al diodo di una UAF42 e il segnale demodulato viene amplificato dal pentodo sempre della UAF42 per essere inviato poi alla finalina audio UF42.

Visto la “relativamente” bassa tensione di alimentazione del circuito (150volt) non ho cambiato quasi nulla tranne occultare 2 condensatori nuovi dentro al corpo del vecchio facon e mettere un diodo al silicio in parallelo al suo originale e vecchio diodo al selenio ormai stanco (erogava solo 75/80volt).

Dopo una bella pulita al mobile ho applicato 2 repliche autoadesive delle scale parlanti e montato una replica dello schienalino (l’originale mancava).

Il ricevitore è relativamente poco sensibile dato la semplicità del circuito, in condizioni di scarsa propagazione appare completamente muto, in condizioni di propagazione invece si riceve un discreto fruscio e qualche volta si sente anche questa stazione lontana, la ricezione ovviamente è ottima se nella stanza è acceso un trasmettitore in ondemedie, la qualità dell’audio ricevuto in questa condizione è molto buono.

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