Phonola 5567 – Restauro Completo

Questa radio è stata un’osso duro! dopo aver fatto il solito cambio dei componenti marci mi accingo a ritarare le MF, ma purtroppo le MF non si allineano; avvitando o svitando completamente il nucleo di ferrite non si arrivava mai all’accordo, dopo averle aperte e aver fatto un paio di prove constato che il problema di queste MF non era il condensatore (che incredibilmente era ancora del valore corretto) ma della bobina. Per qualche motivo il valore della bobina non era più quello corretto… Inoltre il grano superiore della prima MF era bloccato, o meglio girava ma non saliva nè scendeva.

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La prima cosa che ho fatto è stato rimpiazzare la prima MF con un’altra più piccola, camuffata dentro al corpo svuotato dell’originale:

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Poi tolto i condensatori dalla seconda MF e mi sono messo a fare prove col generatore di Rf modulata, collegando piccole capacità fino a trovare quella che permettava di centrare la MF utilizzando il suo grano.

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Quando finalmente le MF risultavano perfettamente tarate sui 470khz passo all’allineamento del gruppo RF, li disastro ancora puì grosso, la radio riceveva “qualcosa” in OC mentre in OM riceveva solo nella parte alta, mentre nelle frequenze più basse era completamente muta.

Gira e prilla noto questo:

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Quella in foto è il rocchetto su cui sono avvolte sia le bobine di aereo che quelle di sintonia. Si vede quel sottile filo (che ho sollevato per la foto) che è scollegato, andava a collegarsi SOTTO la ciambellina sulla destra, il guasto è irreparabile. A questo punto ero piuttosto demoralizzato, alla fine ho deciso il tutto per tutto cercando anche qui come per la MF un rimpiazzo… Ma rimpiazzare una bobina di sintonia non è facile come sostituire una MF.

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In mezzo ai rottami trovo fuori questa bobina che somiglia vagamente a quella originale e ha un foro che permette di fissarla al supporto originale della radio… Il problema è si assomigliava esteticamente ma i collegamenti delle varie bobine erano tutti diversi: Ho preso giù lo schema della connessioni della bobina originale poi mi sono messo sotto lente a fare un’operazione chirurgica per scollegare tutti i fili sottili come capelli di questa bobina per riconnetterli con lo schema dell’altra. Infine collego la bobina al circuito e sorprendentemente questo si mette a funzionare, do una rapida tarata ai compensatori capacitivi ed ecco la radio completamente ritarata e funzionante.

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Il mobile è stato ripulito e rilucidato.

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Ho messo una tela nuova sia per l’altoparlante che sullo schienale.

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E anche questa radio è finita.

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Magnadyne A14 – Restauro

Non mi stancherò mai di ripetere che quando si trova una vecchia radio abbandonata in un solaio o in una cantina da decenni, non bisogna MAI attaccare la spina! Scuse come “quando l’hanno messa via 40 anni fà funzionava” non valgono niente, col passare degli anni certi componenti e materiali si deteriorano anche se l’apparecchio resta inutilizzato, una radio ferma da tanto tempo va sempre fatta revisionare e verificare prima di poterla rimettere in funzione, anche se a volte può andare bene altre volte possono succedere queste cose:

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Qualcuno ha provato se funzionava prima di metterla su un sito di annunci, poi ha capito che era meglio che la metteva come non funzionante da subito. Oltre ad aver bruciato il trasformatore sè distrutto quasi il 70% del circuito, 2 zoccoli in prossimità del trasformatori si sono carbonizzati, sono saltate le lampadine e la convertitrice… Praticamente prima di attaccare la spina bastava una revisionata, cambiare qualche componente e qualche filo spelato, dopo l’esperimento invece è stato necessario oltre a riavvolgere un nuovo trasformatore di alimentazione ricostruire praticamente tutta la radio dallo schema.

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Dopo aver lavato il telaio con diluente per eliminare il più possibile le tracce di bruciato ho eliminato tutti i componenti e i fili carbonizzati, nella foto avevo già provveduto a montare 2 zoccoli nuovi.

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Dopo tanto lavoro il circuito è ricostruito.

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La prima accensione graduale col variac, col tester che sorveglia la tensione presente sulla prima cella dopo il rettificatore.

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Il circuito ha funzionato al primo colpo, (come ormai è prassi per tutti i miei lavori), dopo aver cambiato la 12BA6 e rimpiazzato l’occhio magico EM34 con un 6E5C perchè entrambe esauriti ho provveduto a ritarare le MF.

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Ora tocca al mobile sporco e consumato…

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Eccola finita e perfettamente funzionante, un’altra radiolina da mostrare 🙂

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1 Responses to Magnadyne A14 – Restauro

  • Salve.
    Sono venuto in possesso di una radio uguale.
    Funzionante.
    Mi piacerebbe rimetterla in sesto. Mi direbbe con che prodotti ha trattato l’esterno.
    Che vernici ha usato per ripristinare il bianco e l’oro?
    Grazie.

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Radio di Fortuna – Ricevitore a reazione costruito in casa nel dopo guerra

Ho trovato un vero cimelio al mercatino di marzaglia! Questo in pratica è un ricevitore a reazione costruito in casa in miseria da quello che si sa era stato un partigiano, nel 1945 massimo 1946 subito dopo la guerra quando non si trovava niente, si è capita questa cosa osservando diversi particolari che non sono tipici dei ricevitori costruiti in casa di periodi diversi, dentro questo si possono notare impiallacciature diverse segno che è stato usato legno recuperato da vecchi mobili, monta 3 valvole tutte diverse di zoccolo e di periodo di costruzione (dentro quello che credevo un trasformatore di media c’era una terza valvola, e anche l’assortimento di componenti tutti di fattura diversa indica che è stata costruita con quel poco che si trovava in quel preciso periodo storico, ci sono pezzi che sono stati recuperati da ricevitori a galena degli anni 20, altri non di produzione italiana, il trasformatore è di costruzione molto vecchia sempre anni 20, mentre la lampadina e il portalampada sono più recenti.

Questa radio meritava una sistemata e di essere conservata, in quanto rappresentava un preciso periodo storico. Il mobile si presentava in pessime condizioni in quanto era rimasto anni in una cantina umida in presenza anche di qualche ratto.

Il telaio dove sono montate le valvole è deformato perche è una lamina di zinco, che è un metallo abbastanza tenero e col passare del tempo si è deformato sotto il peso di un grosso condensatore elettrolitico appeso sotto.

Il telaio presenta parecchie ossidature causate anche per effetto pila, sopratutto sul perno di ottone dei variabili che erano a contatto con il legno umido.

Ecco come si presentava sotto il circuito, ho ricavato lo schema elettrico man mano che lo smontavo pezzo per pezzo.

Questo è lo schema originario, le boccole TU anticamente dovevano essere collegato a un’altoparlate a spillo esterno, nella ricostruzione invece ho alloggiato sotto il telaio un trasformatore di uscita di recupero per poterci collegare un altoparlante esterno.

Smontato completamente, il telaio di zinco è stato poi lavato, scrostato e successivamente raddrizzato.

Il trasformatore di alimentazione è stato smontato completamente, riavvolto ex novo per questioni di affidabilità, mentre l’induttanza di filtro da ben 80henry è stata affogata in elettroresina dopo che era stata pulita per bene.

Questo è un vecchio AP geloso recuperato da una radio demolita.

Questo è l’AP esterno che è stato realizzato per abbinarsi con il ricevitore.

Il mobile del ricevitore restaurato, ha decisamente cambiato colore !!!

Rimontata l’elettronica riassemblata.

Ecco come si presenta il ricevitore finito.

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1 Responses to Radio di Fortuna – Ricevitore a reazione costruito in casa nel dopo guerra

  • Bel recupero, ottimo lavoro. Pochi avrebbero apprezzato questo modesto apparecchio che ha, invece, una sua storia ed andava assolutamente salvato. Bravo!!

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