Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Maggiore Potenza
  • Minore distorsione
  • Utilizzabile anche in Single Ended

Schade Feedback o Partial Feedback – Migliore dell’ultralineare ?

Ripeto spesso ai miei clienti che il suono delle valvole di per sè non esiste, che a suonare è tutto l’amplificatore nel suo insieme e che se lo sai progettare bene, su per giù, puoi far suonare qualsiasi valvola più o meno come qualsiasi altra. Non parliamo di amplificatori zero feedback dove diventa una gara a chi distorce nel modo più “soggettivamente bello” ma di circuiti pensati per essere HiFi e riprodurre bene il segnale senza troppe colorature,  in buona sostanza non vogliamo che la “Monna Lisa” assomigli a un quadro di “Jackson Pollock”.

Nella mia esperienza una delle valvole più ostiche da addomesticare è stata sicuramente la EL84. La EL84 è un pentodo da 12watt di dissipazione con una resistenza interna di ben 38k. Con una resistenza interna così alta è stato anche difficile produrre un trasformatore d’uscita (pushpull) che rendesse bene sulle basse frequenze perchè l’induttanza primaria necessaria era davvero alta e per raggiungerla si finiva a pregiudicare l’estensione in alto. Questo pentodo è stato molto diffuso nelle vecchie radio d’epoca e in amplificatori valvolari per chitarra elettrica, come il famosissimo VOX AC30. Sostituiva la 6V6 nei circuiti che montavano valvole Noval. Però su una radio l’estensione in basso non era importante in quanto i piccoli trasformatori d’uscita utilizzati all’epoca spesso non scendevano sotto i 500Hz per concezione, lo stesso dicasi per gli amplificatori da chitarra che non dovevano produrre frequenze molto basse e dove comunque la distorsione era ricercata. In HiFi molti circuiti dal disegno classico che utilizzano la EL84 finiscono per avere un suono abbastanza tipico, vintage, che mentalmente associo al suono della EL84. Supratutto sui pushpull dove la Ri raddoppia e diventa necessario fare tanto NFB se si vogliono raggiungere tassi di smorzamento un minimo decenti come in questo clone Dynaco 410, ruggente, dal suono antico e per i miei gusti decisamente poco piacevole. In ultralineare la sistuazione non migliore di molto e per altro la EL84 non ti da nemmeno la soddisfazione di dire, “la connetto a triodo!”… Connessa a triodo la curve hanno una pendenza molto accentuata, solitamente in questi casi si utilizza un trasformatore con un’impedenza elevata e si allunga in tensione ma… NO! Il datasheet della EL84 consiglia di non superare (tensione statica) i 300volt Placca e G2, quindi o ci si riduce come qualcuno che ha prodotto dei ridicoli SE con la EL84 a triodo da 0,4Watt o pushpull da 2Watt poi nascondendo la propria incapacità affermando che “è il suono che conta”, oppure si prende un’altra strada più sensata.

Anche se l’avevo già usato in passato, solo oggi ho preso la palla al balzo per parlare in modo approfondito di un tipo di circuito chiamato Schadeode o Partial Feedback.

(Tipo 1)

Questa topologia di circuito è definita dall’uso di 2 resistori, uno porta il segnale di placca sulla griglia controllo e l’altro è posto in serie al segnale di ingresso, essendo questi 2 segnali in opposizione di fase, alla griglia giunge un segnale differenziale che è il prodotto della reciproca sottrazione dei 2 mediato da queste resistenze, esso è un loop di feedback locale dalla placca alla griglia. Questo loop di feedback fornisce dei vantaggi: abbassa la distorsione, la resistenza interna della valvola e il rumore, estendendo al contempo la larghezza di banda del circuito. Poiché il ciclo di feedback è così breve, questo sistema di feedback trova pochi dei problemi di instabilità solitamente associati all’uso del feedback ad anello. La quantità di controreazione applicata dipende dai valori di R1 e R2. Questo sistema implica che il generatore di segnale, ossia lo stadio che pilota la finale, esca con una Zout molto bassa, tipicamente uno stadio ad inseguitore o un SRPP, la cui Zout sia irrilevante rispetto il valore di R1. Volendo invece fare uno Schade Feedback verso uno stadio che esce di anodo si figurerebbe un circuito con questo aspetto:

(Tipo 2)

In questa variante di circuito il tasso di retroazione applicata dipende dal rapporto che R1 ha verso R2/R3 e la Ri del triodo pilota. Rispetto il circuito con le resistenze dove è virtualmente possibile fare quanto NFB si vuole (in quanto le resistenze sono perfettamente lineari) qui si è limitati dalla linearità dello stadio pilota che ad un certo punto sarà spinto dal segnale proveniente da R1 in zona di saturazione/interdizione provocando una forte distorsione proveniente proprio da questo elemento.

Iniziamo però a vedere in dettaglio quello che fa questo circuito e perchè dovrebbe essere migliore della connessione ultralineare. Come scritto ad inizio pagina si ha maggiore potenza rispetto all’ultralineare. Il pentodo ha la massima resa in termini di potenza trasferita al carico (40/50% in alcuni casi anche il 60%) ma anche la massima Ri mostrata al trasformatore e generalmente un tasso di distorsione alto, un pentodo connesso a triodo o un triodo vero e proprio invece ha il rendimento minimo in termini di trasferimento di potenza (20/25%) ma anche una Ri molto più bassa mostrata al carico e un basso tasso di distorsione. In ultralineare si ha un rendimento intermedio sia in potenza che in termini di Ri mostrate al carico e distorsione. Poi come se non fosse finita la connessione ultralineare trova larga applicazione nei pushpull ma sull’uso nei single ended risulta limitativa, sconveniente… produce solo poca potenza in più rispetto la connessione a triodo ma con molta più distorsione, anche se nonostante questo molti distorsofili continuano ad utilizzarla proprio perchè non sono amanti dell’alta fedeltà ma appunto della distorsione, come si può vedere qui. Di fatto la connessione ultra lineare in single ended non ha senso, ne ho già parlato qui.

Con la connessione Schadeode invece è possibile avere il rendimento di potenza di un pentodo con una Ri mostrata al carico ed una distorsione volendo anche inferiori alla stessa valvola connessa a triodo, ed è possible utilizzarlo profiquamente anche in Single Ended!!! Volere la moglie ubriaca e la botte piena, in questo caso si può! Incredibile? Guardate i grafici qui sotto, paragoniamo prima la EL84 a pentodo alla stessa connessa a triodo…

Pentodo Triodo

Poi guardiamo le curve della EL84 in ultralineare, al 20% e al 40%, come viene indicato dal datasheet della valvola, in questo caso come già sapete le curve sono valide solo se il punto di lavoro viene posto alla tensione di 300volt, e non è possibile spostarlo sopra o sotto questa tensione senza cambiare completamente il grafico come già spiegato in un’altro articolo…

Come è possibile vedere, la EL84 in UL che sia al 20 o al 40% non ha delle curve entusiasmanti, si perde potenza senza quasi niente in cambio, quandi conviene lasciarla connessa a pentodo, ma vediamo con la connessione Schadeode, che il software di uTracer mi consente di simulare, come diventano le curve. NOTA: tutti i grafici sono stati acquisiti da una vera EL84 inserita nel tracciacurve e non sono frutto di simulazioni al computer.

Come si vede i limiti di corrente/tensione sono gli stessi della valvola che funziona a pentodo, quindi ad esempio una retta di carico alla sinistra del grafico, può arrivare fino a 50volt con 100mA di corrente trasferendo la stessa potenza che la valvola erogherebbe a pentodo, ma le curve hanno pressochè la stessa pendenza della EL84 connessa a triodo. Nella connessione realmente a triodo la stessa retta di carico si fermerebbe con la saturazione della valvola a 150volt / 75mA trasferendo quindi molta meno potenza. Praticamente una EL84 a triodo che riesce ad erogare la stessa potenza di una EL84 a pentodo. Me vediamo cosa succede aumentando il tasso di retroazione locale:

I limiti sono ancora quelli della EL84 connessa a pentodo ma la pendenza della curve e il guadagno sono molto diminuiti, ossia la sua resistenza interna è diminuita e ora servono fino a -36volt per portarla in interdizione, di fatto abbiamo creato un triodo nuovo che non esisteva. Niente a che vedere con l’ultralineare e poco importa se verso l’alto le curve non proseguono come nei triodi veri perchè la retta di carico normale non arriverà mai in quella zona. L’abbassamento della Ri della valvola virtuale poi diventa utile per aumentare il tasso di smorzamento senza l’uso di NFB ad anello, ma con questo tipo di controreazione ancora meno dannosa di quella convenzionale. Nota per chi volesse fare esperimenti: il punto di lavoro statico (tensione/corrente/polarizzazione di griglia) si stabiliscono sulle curve della valvola a pentodo, perchè il funzionamento a triodo virtuale avviene in regime dinamico ma non su quello statico.

Qui sotto i link a qualche sito esterno che parla dello stesso argomento:

Tube CAD

Bertola Valves

Su questo sito potete trovare il progetto alimede con la EL84 pilotata in Schade Feedback con una 5842 come driver, il vecchissimo progetto libero con il single ended con la 6JZ8 (il fattore di smorzamento di questo circuito resta basso in quanto il tasso di feedback locale è basso a sua volta). E a breve dovrebbe arrivare un progetto premium di un pushpull con le EL84 dove tenterò di ottenere un fattore di smorzamento accettabile senza uso di feedback ad anello, della potenza di 15 watt. Inoltre per completare il discorso va detto anche che lo Schadeode può essere utilizzato con qualsiasi valvola, anche un triodo, ottenendo l’abbassamento della sua resistenza interna.

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6 Responses to Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Hai sbagliato perchè facendo come hai fatto tu il segnale di Nfb risale il potenziometro e arriva sull’uscita della sorgente, quindi la R in serie al segnale non è il valore che hai stabilito ma quella resistenza più quella del potenziometro in base a come lo hai regolato + quella della sorgente, va messo obbligatoriamente un buffer per interrompere la propagazione e fissare dei valori di controreazione fissi.

  • Il primo l’ho provato per un pre di linea con solo un triodo di segnale per canale (senza trasformatore d’uscita) e un pot del volume da 10Klog in ingresso, ma ho dovuto mettere in parallelo a R1 una piccola capacità per recuperare banda… ha una dinamica superiore rispetto la configurazione senza controreazione, insomma, interessante giocarci sopra

  • I 2 circuiti dovrebbero essere equivalenti, solo che portando indietro il segnale di NFB sulla placca del driver si è limitati nel tasso di controreazione che si può applicare per problemi di linearità dello stadio driver di per sè (PS se il driver è un pentodo funziona meglio rispetto se è un triodo), non vedo dove potrebbe essere limitata la banda passante, nel circuito il collo di bottiglia maggiore alla banda passate è sempre il trasformatore d’uscita, non prendendo segnale dal secondario del trasformatore si riesce effettivamente ad estendere meno la banda passante rispetto un circuito con NFB ad anello, ma in questo caso se il trasformatore copre come dovrebbe la banda udibile è abbastanza, non dovrebbero sorgere problemi legati alle rotazione di fase come capita con l’NFB ad anello. Cmq in linea generale avendo simulato qualche circuito come distorsione va meglio il primo circuito con solo le resistenze, a livello di analisi di spettro è molto più pulito, anche se obbliga a mettere uno stadio ad inseguitore tra driver e finale o a usare un SRPP.

  • si, scusa, al secondo esempio

  • A quale schema ti riferisci? non ci sono schemi a parte 2 teorici e le curve della valvola con 2 tassi di local feedback diversi, ma non sono riferiti a gli schemi sopra, sono solo esempi.

  • Se non sbaglia la simulazione, il secondo schema ha una risposta in frequenza inferiore a quella ottenibile con il feedback d’anello e riduce un po’ quella ad anello aperto

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Single Ended 6GE5 – “Resurrect garbage with style”

Un giorno ricevo un messaggio da “R.O.” che mi fa domande riguardo un “bellissimo” amplificatore “hifi, hi-end, zero feedback” prodotto da uno dei tanti guru delle valvole che circolano per l’italico stivale, perchè ovviamente non suonava bene e voleva farmelo vedere per valutare come sistemarlo… Me lo porta ed ecco un’altro impresentabile in tutto il suo splendore…

A parte un potenziometro volante messo da R.O. per cercare in qualche modo di regolare il volume in un circuito che ovviamente non è stato calcolato in nessuna delle sue parti e che guadagnava troppo, il resto è farina del guru compresa la disposizione di sbieco delle valvole che mal predisponeva un cablaggio ben fatto anche fosse stato in grado di cablare. Una valvola raddrizzatrice con le placche che arrossavano tanto era tirata (vetro affumicato, bordo dello zoccolo cotto). Ovviamente per far suonare bene un circuito non serve farci di conto ma basta riempirlo di condensatori e valvole costose…

Come una coppia di KT88 Full Music che in 40 minuti circa di funzionamento si sono ridotte al 60% di emissione… 250€ di valvole da gettare nel pattume… Mi sembra doveroso dire a tutti di non spendere soldi in condensatori galattici e valvole preziose su apparecchi del genere perchè non solo gettate soldi nel gabinetto senza andare da nessuna parte, ma nel caso siano valvole NOS (in questo caso no per fortuna) sprecate bellissime valvole fuori produzione e che andranno a esaurirsi prima o poi per montarle su dei veri e propri trabicoli, vale anche per molti amplificatorini cinesi in condizioni di originalità di fabbrica, non gettateci soldi!

Ho guidato “R.O.” verso un nuovo progetto cercando di recuperare tutto il recuperabile visto che quel trabiccolo era comunque una miniera di pezzi che si potevano riutilizzare. I trasformatori d’uscita erano indecenti e quello di alimentazione non era adatto ad alimentare un’altro KT88 ho quindi pensato a qualcosa di più modesto, senza valvole prestigiose ma che potesse suonare bene e sono caduto sulla proposta di realizzare un single ended con delle compactron 6GE5 equivalenti con diversa zoccolatura della 6DQ6B e utilizzando come driver delle semplici PC86, qui sotto lo schema premium ormai censurato al 100% (assieme a tutti gli altri) perchè non ha limiti l’assurdità delle persone che provavano a copiare i miei schemi anche se non si leggevano i valori dei componenti solo per risparmiare 50€ comprando dei trasformatori da altri siti e poi  avevano la faccia tosta di  venir a chiedermi come farli funzionare!

Se volete lo schema lo comprate assieme al set di trasformatori. Ma vediamo come “R.O.” ha upgradato col mio aiuto il suo rottamino. Ho realizzato una coppia di trasformatori SE da 6k primari dedicati alla 6GE5 sperimentando un nuovo tipo di lamierino per l’occasione (che potete già trovare a listino). L’amplificatore è stato completamente demolito, sono state realizzate nuove piastre di montaggio conservando il vecchio mobile che è stato decerato e lucidato a gomma lacca (insegno al guru che non si da la cera sopra al legno grezzo, prima devi laccarlo se no diventa una colla di sporco inguardabile…). Ho realizzato per “R.O.” anche diverse parti decorative con la stampa 3D per cercare di abbellire quel mobiletto. Ho poi collaudato il circuito e fatto qualche foto del montaggio:

Come suona? bassi molto profondi e grande apertura, ma che caratteristiche tecniche esibisce?

Potenza: 6,25Watt RMS per canale
Distorsione THD: 0,57% @ 1 watt
Banda passante: 7Hz / 60khz -1dB
Smorzamento DF: 6,66

Grafico di banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Analisi di spettro a 1watt

Quadra a 100Hz / 1k / 10k

Nel video qui sotto ho ripreso la sinusoide ancora perfetta e dritta a 7Hz @ 1 watt, incredibile, un risultato quasi esagerato…

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4 Responses to Single Ended 6GE5 – “Resurrect garbage with style”

  • Quello che ti sembra “mancare” rispetto gli altri valvolari sono le evanescenze, e tutti gli artefatti distorsivi di fase e colorature varie dovute all’inerzia dei diffusori totalmente liberi di andare dove gli pare a causa di un pessimo circuito zerofeedback, in pratica non senti più poltiglia e fango ma senti quello che è nel segnale, la musica, i suoni, i dettagli che prima non potevi sentire perchè cancellati o coperti dalle distorsioni.

  • Salve sono Roberto, il proprietario dell’ampli in questione. Quando acquistai l’ampli originale ero contento, era il mio primo valvolare e mi pareva chissà che. Avevo preferito prenderlo da un sedicente autocostruttore-riparatore che millantava esperienza a iosa (sigh) piuttosto che prendere una cinesata. Mi sono fatto infinocchiare per bene, preso dalla smania di avere un valvolare 🙁 . Cambiai le valvole, dato che chi lo aveva fatto mi disse che le altre erano vecchie, e qualche altro componente. Ma i nodi vennero presto al pettine, cominciarono ad esserci malfunzionamenti e ad un certo punto si ammutolì. Decisi quindi di rivolgermi a Stefano. Avevo letto il suo sito e mi colpì la sua “politica di azione”. Parlandoci al telefono poi si è rivelato non solo ultra-competente, ma anche una persona alla mano e cordiale. Mi spiegò il da farsi, e la sua idea di fare qualcosa un pò fuori dagli schemi. Gli diedi carta bianca in pratica per il progetto premium. Parliamo ora dell’amplificatore, guardandolo da fuori impressionano le dimensioni dei trasformatori che ha prodotto, ben più grossi dei precedenti. Soprattutto incuriosiscono le 6ge5, piccole e cicciotte, quasi spariscono al confronto con i TU alle loro spalle ed esteticamente non appagano l’occhio come le kt88 che c’erano prima, ma non è quello il loro scopo. Quello che devono fare lo fanno ..e benissimo!
    Il mio impianto è composto da lettore dvd Meridian 596, diffusori a torre 2 vie autocostruiti con componenti Dynaudio Esotec (D260 e 17w75LQ) pre Belles Soloist 3, cavi QED reference Audio 40, VDH 102MKIII e Supra PLY 3.4. Il precedente ampli (ora di riserva) è un ONIX A-120 MK1 upgradato.
    Appena ho ascoltato l’SB-625 (lo chiamerò così) sono rimasto spiazzato. Il suono era diverso, all’inizio sembrava come se mancasse qualcosa, ma non era così. C’era tutto ma ora si sentiva diversamente. Tutto si è ripulito, c’è tanto dettaglio e la scena si è ampliata , si percepisce l’aria tra gli strumenti, tutti ben focalizzati. Le voci naturalissime sono il suo forte e i bassi presenti, profondi e frenati. Nonostante i miei diffusori non siano certo ad alta efficienza l’SB-625 le pilota alla grande, anche a volume sostenuto. L’ho provato con vari generi pop, rock, jazz etc ed ha parecchia stoffa. Certo che a vederle quelle valvoline non gli daresti due soldi e non ti aspetteresti mai che siano così musicali e dettagliate. Ogni giorno che passa va sempre meglio. Scopro sfumature e particolari che prima faticavo a cogliere e non affatica mai. Sono curioso di provarlo con qualche diffusore più efficiente, di certo avrà da dire la sua 😉 . Sono davvero soddisfatto! Voglio ringraziare Stefano per il suo lavoro e la sua gentilezza!

  • Meglio una NOS snobbata ma usata bene che una valvola famosa di produzione attuale… sopratutto se usata male.

  • Molto bella l’idea di usare valvole trascurate dai “guru” e bello anche il fatto che si parli seriamente e in modo documentato di controreazione e di smorzamento

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Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

La storia che sto per raccontarvi non è di fantasia ma corrisponde alla pura realtà, ci tengo a raccontarla perchè spero che possa essere di monito ad altri avventori e novelli che muovono i primi passi nel mondo dell’audio valvolare, ma sopratutto perchè spero di riuscire a togliere un pò di credibilità ad una razza di personaggi che la fanno da padrone in questo mondo, personaggi chiusi nel guscio del loro mondo fantasioso con i loro seguaci e che il più delle volte allontanano chiunque provi ad avvicinarsi al mondo dell’amplificazione valvolare e abbia la sfortuna di trovasi invischiato con le loro teorie strampalate.

Capitolo 1: Il Single Ended EL34 di Alberto

Tutto è iniziato con Alberto che dopo aver realizzato con soddisfazione l’upgrade all’amplificatore di nuova elettronica LX1321 ha visto il progetto di un single ended con la EL34 che partiva dalla rielaborazione di una scatola di montaggio della concorrenza, che potete visionare cliccando qui (primo dei progetti presentati nella pagina). Mi ordina il set di trasformatori ma dopo qualche giorno mi iniziare a mandare messaggi  di preoccupazione su WhatsApp (allora gli schemi sul mio sito erano ancora in chiaro e non pixelati) perchè aveva parlato con un suo amico che vive in america ed è appassionato di autocostruzione che visionando il mio progetto e il mio schema comincia a dirgli “Non farlo!” … “Da quello schema non puoi aspettarti niente di che!” … “Non suonerà mai bene!” … “È tutto sbagliato! devi staccare il negative feedback, devi mettere delle gridstop li, quello non va bene, devi fare quello e devi fare quell’altro” … Ho fatto di tutto per rassicurare Alberto della bontà del progetto e per fortuna ha voluto darmi credito, ha realizzato il mio schema con i miei trasformatori e il risultato è riportato qui sotto scritto con le sue parole.

L’esperienza di Alberto con il progetto SB-LAB

Questo è il contenuto della vecchia pagina che era pubblicata dentro “i lavori dei lettori” che ho spostato per realizzare questo articolo.

Un Saluto a chi avrà pazienza di leggere questo mio resoconto ed a Stefano Bianchini. Ho deciso, essendo già possessore di un LX1321 modificato su progetto SB-LAB, ho deciso di farne uno interamente assemblato da me, non su PCB, quindi in aria ed in Classe A, sopratutto che fosse alla mia portata, dal punto di vista economico e della difficoltà di assemblaggio.

La scelta è ricaduta sullo schema in SE di EL34. Avendo piena consapevolezza sulle qualità dei trasformatori Stefano ho provveduto ad ordinarne un set dedicato a quel progetto ed a scaricare lo schema. Ho iniziato con il reperire tutti i componenti, mi sono affidato interamente ad un rivenditore specializzato in Elettronica valvolare nei pressi di casa, reperli in rete a destra e sinistra mi avrebbe portato fuori budget per via delle spese postali. Il commerciante vista la mia inesperienza ha subito approfittato per appiopparmi lo stagno Hi-End all’argento. Il quale è prontamente volato dalla finestra, per tornare allo stagno classico con cui ho saldato per tutta la mia gioventù. Con lo stagno per “Audiofili” le saldature restano opache, cosa mi fa sclerare e sopratutto si rompono da sole!

Mi sono procurato un lastra di bachelite, che ritengo necessaria, intanto per isolarci dalla lamiera, le tensioni in gioco non sono terapeutiche, e poi per far venire meglio tutto il montaggio in questo modo non vi vedono viti di fissaggio che escono nel coperchio superiore, sopratutto mentre lavori è comodissima per fissare gli ancoraggi.

Bucare la bachelite non è uno scherzo viste le polveri puzzolenti, ed anche poco salutari che genera, consiglierei di farlo all’aperto. Il mobile prescelto e di Hifi2000, che è di discreta fattura, ma non è progettato per ospitare un’elettronica valvolare, infatti non è in grado di sopportare il peso dei trasformatori sul coperchio superiore, inoltre ci sono delle feritoie di aereazione che creano dei problemi durante la fase di foratura. Se vi dovesse capitare di acquistare dei Trasfo del Bianchini vi renderete subito conto che pesano molto di più di quelli commerciali (rispetto a quelli impiegati su ampli di pari potenza e spesso anche di potenza ben superiore).

Per risolvere il problema del coperchio ho aggiunto nella parte superiore un lastra di ottone, questa mi ha consentito facendo un sandwich con la lamiera stessa del coperchio e la bachelite da 3mm di avere una base di appoggio solidissima, mal sopporto quegli ampli nei quali mentre infili una valvola nello zoccolo senti la contropiastra che ti cede sotto le mani. Oltretutto l’ottone più essere facilmente fatto incidere da un qualsiasi laboratorio per creare delle scritte a piacimento. Ma cmq questo, a parte la questione meccanica e solo questione di gusti che sono strettamente personali.

Ho piano piano preso confidenza con il cablaggio in aria, ho twistato i fili dove necessario mettendo la coppia nel mandrino dell’avvitare. Vi consiglio inoltre di non buttare gli spezzoncini di filo che avanzano dai trasfo, sono morbidi, di qualità. si spellano bene e si saldano benissimo. Ho cercato di avere l’accortezza, di montare tutti i componenti con il valore facilmente leggibile, in modo che se Stefano, o io stesso per ricontrollare il cablaggio se avessimo dovuto rimetterci le mani si sarebbe imprecato di meno. Sono andato avanti di pari passo sui due canali, in modo che con un svista sola potevo sbagliare due volte :-)) Ho tentato anche nei limiti delle mie capacità di fare un montaggio il più ordinato possibile, su questo sono stato facilitato dalle generose dimensioni del mobile scelto, adatto ad un principiante come me alla prima esperienza di cablaggio in aria.

Lascia e riprendi ci ho impiegato qualche mese ad assemblare il tutto. Sono un tipo molto meticoloso, e attento alla misure quindi prima di fare buchi sul metallo, faccio delle prove su carta millimetrata e controllo appoggiando le cose sullo stesso mobile in modo da non dover fare le cose due volte.

Mi sono assicurato che le boccole di entrata e di uscita non fossero in corto con il mobile, ho collegato due resistenze di carico, verificato le tensioni, e grazie a questo controllo rimediato agli errori di assemblaggio e dopo aver collegato l’oscilloscopio ed il generatore di segnali, ho iniziato a vedere che tutto andava correttamente. Allego le forme d’onda rilevate. La prima accensione è stata molto emozionante, dopo ore ed ore di lavoro, emetteva i primi vagiti, seppur strumentali.

Finalmente sono o passato all’ascolto, vero è il detto che ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma l’ampli l’ho trovato subito ottimo. In primis ronzio ZERO, nessun rumore di fondo, una gamma bassa a dir poco SUPERBA, molto dettagliato e controllato. Ho fatto la prova su diversi tipi di diffusori, anche delle Thiel da 4 ohm di un amico, che per un ampli piccolino sono una bella sfida. L’ampli ha restituito sempre un ottimo dettaglio e dei violini setosi, mai striduli, certo la Quinta di Beethoven nei passaggi di orchestra molto pieni lo ha messo leggermente in crisi perdendo un pochino di dettaglio, ma stavamo pur sonorizzando un salone di 60 mq con dei diffusori che secondo me in certi casi scendono pure a 2 ohm, quindi non oso lamentarmi, anche perchè il confronto avveniva con finale a mosfet sempre costruito dal sottoscritto, da 100+100w rms e un OTL valvolare del mio amico di pontenza ben superiore.

Cmq alcuni dettagli, sfumature sulla canzone di Hug Masekela Coal train live uscivano solo dal SE-EL34, tant’evvero che il mio amico proprietario del tanto blasonato OTL è impallidito visti i fior di quattrini che l’ha pagato. Abbiamo ripetuto la prova diverse volte con la stessa canzone, e nulla certe sfumature passavano solo con il mio. Ho fatto prove con diversi generi di musica e diversi diffusori, ma i risultati sono stati sempre all’altezza delle aspettative, confermando le strumentali rilevate.

Insomma ad oggi sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto, che seppur lungo e faticoso restituisce una soddisfazione incredibile. Assemblare un valvolare in forma artigianale, richiede tempo pazienza e manualità quindi non conviene buttarsi su schemi presi in giro per la rete e sopratutto non lesinare sui trasformatori che sono il cuore dell’ampli. Il vantaggio dello schema di Stefano è che “costruito” intorno ai sui trasformatori, in pratica ad HOC. Sono consapevole di aver svolto soltanto il lavoro di manovalanza, l’architetto che progetta, calcola e mette a punto è lui. Nonostante ciò è stato impegnativo sono cmq felice di averlo fatto, e credo non sarà l’ultimo. L’ampli è ampliamente promosso da me e finora da tutti coloro che lo hanno ascoltato. Grazie a Stefano ed hai sui trasformatori e alla sua competenza nel consigliarti nei momenti di difficoltà.

PS: Non sono Amico di Stefano, se non dal punto di vista professionale, non ci guadagno nulla e non ho sconti, sono soltanto un appassionato di elettronica un hobbista autocostrutture con molte passioni che spaziano in diversi settori anche molto lontani tra di loro. Per quanto riguarda il suono sono uno che ascolta molto, aperto al confronto e molto curioso mi metto sempre in discussione sui lavori svolti, sono quasi sempre lavori “aperti” devono essere affinati, in pratica non sono quasi mai alla parola fine. Vado spesso a mostre e dimostrazioni di HI FI e quando vedo la gente spendere cifre folli per cose che realmente non meritano nemmeno un decimo del loro prezzo mi soffermo a fare qualche riflessione. Grazie per la pazienza di avermi letto fino in fondo.

Le foto

Capitolo 2: L’amico americano

Ho avuto comunicazione via WhatsApp, dopo qualche mese rispetto la pubblicazione dell’originario articolo, che l’amico americano (quello che “da quello schema non puoi aspettarti niente di che”) era venuto a fare una vacanza in Italia e andando a trovare Alberto ha potuto ascoltare l’apparecchio che “non doveva funzionare” rimanendoci di cacca (permettetemi di scrivere cacca, anche se non è professionale) perchè non solo l’amplificatore funzionava ma anche perchè dopo qualche ora di ascolto è stato costretto ad ammettere che non aveva mai sentito niente suonare così bene e con così tanto dettaglio.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 1

Capitolo 3: Gozer il distruttore

A quasi 2 anni dalle vicende raccontate nel capito 1 e 2 ho l’occasione di scambiare qualche messaggio via WhatsApp con Alberto a riguardo del trasformatore bruciato di una radiolina geloso e nel discorso inizia a raccontarmi la triste storia che riguarda questo single ended di EL34, alla fine mi scrive tutto in un commento sotto questo articolo, che riporto in copia per comodità.

Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 2

Capitolo 4: Ripristino dello scempio

Dopo che il malconcio amplificatore è tornato a casa sua abbiamo avuto modo di osservare il lavoro fatto da questo pasticcione da fiere, era una roba che non sapevi se piangere o ridere… Riassumendo: modificato il partitore di tensione che solleva il filamento delle 6SL7 con il rischio di causare una scarica distruttiva interna alla valvola, la EL34 passata da pentodo a triodo e la resistenza di polarizzazione sbagliata, troppo bassa con la corrente di bias delle EL34 quasi a 200mA… Poi il tizio non capiva lo scopo della resistenza in serie alla valvola raddrizzatrice prima del primo condensatore e ha concluso che 220uF di condensatore fosse troppo per la raddrizzatrice e ha tolto la resistenza e sostituito il condensatore con uno da 22uF … peccato che la resistenza in serie al mio circuito avesse proprio lo scopo di preservare la raddrizzatrice e permettere l’uso di un condensatore grosso… che poi alla fine con le finali tirate a cannone la raddrizzatrice la sfondava di brutto proprio, il circuito anodico era talmente tirato di corrente che il trasformatore di alimentazione scaldava come un ferro da stiro! Poi ha eliminato i condensatori in polipropilene che erano in parallelo agli elettrolitici perchè vuoi mai che suoni pulito e brillante… nooo! deve suonare scuro, chiuso e con poco dettaglio. Ovviamente circuito di feedback eliminato e driver modificato per guadagnare meno, ma meno per meno risultava troppo sensibile con il volume che scoppiava al massimo già a col pomello del volume a ore 9. Poi aveva aggiunto dei diodi per rettificare a parte l’alimentazione dei driver… si vede che il taglio di una cella RC 18k+47uF non era abbastanza per lui, o perchè avendo calato il condensatore iniziale a 33uF c’erano delle oscillazioni a bassa frequenza, il montaggio non era migliore di quello di alberto, che come primo montaggio è scusabile.. ma lui come guru che va alle fiere che ha avuto coraggio di sentenziare che il circuito era sbagiato e non poteva funzionare… poi fa su una porcata del genere… veramente vergognoso.

Come suonava? Lo stereotipo dell’amplificatore distorsofilo valvolare zero feedback… Cupo, chiuso, spento. Senza energia n’è dinamica, con le basse slabbrate da zero feedback e le alte prive di lucentezza da condensatori elettrolitici senza alcun bypass decente… E pensate che questo cane ha anche avuto coraggio di dire che le 6SL7WGT JAN della sylvania non fossero buone, ma erano meglio le ECC32 (equivalenti 6SL7) che aveva lui, ovviamente solo perchè doveva trovare diversi modi per gonfiare il prezzo senza faticare o forse perchè la bella ampolla a duomo delle ECC32 le faceva suonare meglio… perchè son belle da vedere, non perchè fanno niente di diverso dalle altre ovviamente… se una valvola è più bella suona meglio no?

In ultimo avrebbe pure detto che i 2 trasformatori d’uscita erano troppo vicini quindi intermodulavano…

Ha preso un’apparecchio che funzionava benissimo, ha sentenziato che non andava e la trasformato in un gabinetto a valvole, WOW! Gente attenti a questi personaggi che non giustificano con argomentazioni tecniche verificabili ma solo con ciance da venditore di stoviglie, il fatto che si presentino a varie fiere del settore non li qualifica come buoni tecnici.

Vediamo il ripristino, Alberto si è molto impegnato sotto mio aiuto per ricostruire ancora meglio l’amplificatore e poi me lo ha fatto avere per la verifica strumentale finale…

Ricordo che il progetto di questo single ended con le EL34 lo trovate cliccando qui.

Strumentali
Potenza: 7Watt RMS per canale
Distorsione: THD rileva a 1khz 1 watt su carico resistivo 0,11%
Banda passante: 18Hz / 90khz -1dB
Smorzamento DF: 5,7
Separazione dei canali: 48,8dB (alla faccia di quelli che dicevano che i trasformatori sono vicini quindi intermodulano).

Spettro armonico

Banda passante su carico resistivo

Banda passante su carico reattivo

Quadre a 100hz / 1khz / 10khz

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 3

Conclusione

Non pensiate che queste cose capitino solo a me, conosco diversi amici tecnici e riparatori in giro per l’italico stivale, queste cose capitano di continuo. Ci troviamo a dover far la lotta con i clienti per riuscire a fargli capire che sono stati infarciti di cavolate da questa massa di ciarlatani che continua a sparar fesserie con una potenza di fuoco impressionante.

Se avete un’amplificatore che va bene e vi piace è inutile andarlo a modificare, può aver senso fare, dove possibile o se è sensato, un’upgrade dei componenti. Non fidatevi di uno che vi dice che non funziona un’apparecchio che sapete funzionante.

State attenti anche a chi propone upgrade immotivati di pezzi, come è scritto sopra il guru avrebbe definito robaccia o truffa il set di condensatori Mundorf trovati nell’amplificatore di Alberto e oltre a cambiare tutto non si sa con cosa, ha cambiato le EL34 con delle NOS (ok ci sta che possano essere migliori) ma ha anche cambiato una coppia di 6SL7GT NOS con delle ECC32 NOS, perchè le ECC32 sono migliori… ma ECC32 è la sigla europea della 6SL7GT, sono la stessa valvola! come dire ECC83 e 12AX7…

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7 Responses to Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

  • Ho realizzato il progetto di Stefano citato in questo articolo e suona veramente bene, il tizio che ha sentenziato che quello schema non poteva funzionare senza manco provare a sentirlo è un cialtrone, la mode dei circuiti senza reazione negativa è peggio di un cancro, anche io ho avuto esperienza di amici che non credevano che a suonare fosse un circuito retroazionato e nonostante sentissero con le loro orecchie che andava meglio del loro senza reazione continuavano ad essere straniti.

  • Maestro da quando ho realizzato il SE con EL34, non mi stanco mai di sentire !

  • Finalmente qualcuno che dice le cose come sono, questi tizi ormai hanno monopolizzato il settore tra riviste e forum sembra che l’unico modo di fare un’amplificatore che suona bene sia come dicono loro e tra apparecchi senza feedback cavi pitonati scatoline magiche ti mandano a casa come un pollo spennato senza manco la soddisfazione di sentire qualcosa di decente, ci credo che ti attaccano perchè vivono sull’ignoranza delle persone, se gli fai sentire un’amplificatore che suona come si deve smettono di comprare tutte quelle cavolate e questi falliscono.

  • Dopo circa trent’anni di onorata carriera da appassionato di musica e della sua riproduzione, sono giunto ad alcune conclusioni: l’ambiente hifi è infelicemente caratterizzato da dogmi e verità rivelate che scaturiscono da una sinistra quanto efficace mistura di incompetenza e furbizia truffaldina. Non voglio stare qui ad elencarle, basta leggere con attenzione questo bellissimo sito per farsene un’idea abbastanza chiara. Quel che mi preme rimarcare è che, a mio avviso, sono ben pochi gli appassionati che hanno avuto la fortuna di ascoltare un amplificatore a valvole progettato e realizzato come Dio comanda. Temo che la maggior parte sia alla perenne ricerca del Santo Graal passando da un catorcio più o meno costoso all’altro. Io ero tra questi, con la testa piena di luoghi comuni e fisime audiofile, finché un bel giorno mi è capitato di passare da uno dei suddetti catorci (o ciofeche, chiaviche, morticini, come vi pare) che rispettavano appieno il sacro verbo del guru di turno, ad una creazione di Stefano Bianchini, ed ecco l’effetto “mascella cadente”: cosa cavolo avevo ascoltato fino ad allora? Non la voglio fare lunga, neanch’io sono sul libro paga di Bianchini, dico solo questo:
    ottimi TU, ma soprattutto un progetto serio che può solo scaturire dalla passione e da tanta ma tanta competenza. Ebbene sì, c’è anche la controreazione, ma suona, cavolo se suona! Per quel che mi riguarda, il mio Graal l’ho trovato…

  • Gozer il distruttore non ha ascoltato l’apparecchio prima di modificarlo, visto lo schema ha sentenziato che non andava. Dalla parte invece dei proprietari degli amplificatori (e la cosa potrebbe valere anche per questi “tecnici”) c’è un rifiuto dell’evidenza, se sentono un’apparecchio che va bene e sanno che c’è controreazione o è stato fatto usando criteri considerati errati dalla stampa di settore iniziano ad arrampicarsi sugli specchi per dire che il loro ha suonato peggio per qualcosa di esterno. Io ho iniziato la mai carriera seguita da Mariani il progettista di Graaf, lui mi diceva “Le cose che dicono nei forum e sulle riviste imparale a memoria che se no sembri ignorante quando parli, se fai un’apparecchio digli che è fatto come vogliono loro, ma quando lo fai fallo fatto bene”, ma io per mio carattere non riesco a essere falso. Ti consiglio la lettura di un’articolo di Diego Nardi, forse l’unico con cui riesco ad essere d’accordo. https://www.stereo-head.it/2013/05/riflessioni-di-un-ex-audiofilo/

    Io spesso mi sento come il tizio del finale del vecchio film “l’invasione degli ultracorpi”, mi appassiona quello che faccio ma è frustrante trovarsi in un mondo che sembra rifiutare l’uso del buon senso e dove sono discriminato perchè non mi conformo alle loro idee, ho l’impressione di lottare contro degli estremisti religiosi, a volte cestino dei commenti che lasciano sulle pagine che sarebbero anche passibili di denuncia…

  • Che dire… Magari è da segnarsi di ascoltare chi propone modifiche solo se quel qualcuno ha ascoltato l’impianto nelle condizioni attuali e assicura di farlo pure post modifiche. Insomma, se nel caso specifico fosse andata così la vedo dura arrivare a negare l’evidenza… E se quel qualcuno non accetta queste condizioni, farci una x sopra e cercare qualcun’altro, e se non si trova nessuno ci si tiene l’impianto corrente.

  • Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

    Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

    Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

    Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
    non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

    Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

    Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

    Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

    Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

    Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

    Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

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