Ricevitore FM a conteggio di impulsi

Lo Schema (clicca per ingrandire)

Ricevitore FM

Breve Descrizione Funzionale

Iniziamo col dire che questo non è un ricevitore a reazione ma una vera e propria super eterodina a conversione di frequenza ma che non necessita di trasformatori di accoppiamento tra gli stadi a media frequenza, è quindi di facile costruzione perchè non richiede componenti difficili da reperire e non richiede nemmeno strumentazioni avanzate per la tarature e la messa a punto. E che una volta messa in funzione avrà una resa audio paragonabile a quella di ricevitori FM moderni !

La prima valvola PCF82 è allo stesso tempo un amplificatore RF (parte triodo) e un oscillatore/mescolatore (parte pentodo). Questo tipo di oscillatore/mascolatore, che dalle domande che ho ricevuto sembra pochi conoscano, è chiamato “autodyne” o “free running oscillator”,  un circuito molto in voga negli anni 30, maggiori spiegazioni tecniche sul suo funzionamento si trovano su wikipedia

Questo tipo di oscillatore soffre di un piccolo problema di deriva della frequenza durante il periodo di riscaldamento della valvola, quando accendete il ricevitore a conteggio di impulsi e sintonizzate una stazione dovrete ritoccare più volte la sintonia per alcuni minuti, ma una volta entrato in temperatura diventa veramente stabilissimo.

L’oscillatore produce un’onda sinusoidale relativamente pura tra 80 e 110 Mhz. Il segnale RF in ingresso viene miscelato con l’onda sinusoidale prodotta dall’oscillatore e produce una media frequenza (o IF) di circa 300 khz. Questo crea un problema di immagine, si sarà in grado di ascoltare la stessa stazione due volte in due punti molto vicino della corsa del variabile di sintonia (stazione-oscillatore=300khz e oscillatore-stazione=300khz). Questo non è un problema in caso di stazioni distanziate, ma può esserlo nel caso di stazioni vicine tra loro. Cercherò di risolvere questo problema in future versioni del ricevitore, ricordiamo comunque che è un progettino relativamente semplice ma anche in presenza di questo difetto la ricezione è veramente sorprendente e pulita.

L’uscita dell’oscillattore locale (pentodo PCF82) assomiglia a questo:

RFECF801out

Come mostrato dall’immagine la radio è sintonizzata su una stazione a circa 104Mhz. Si nota che l’onda sinusoidale è un pò distorta sul fronte di discesa ma non sul fronte di salita. Questo è abbastanza normale quando una stazione viene sintonizzata. La sinusoide invece appare totalmente falsata quando nessuna stazione è sintonizzata.

In ogni caso la frequenza prodotta dalla miscelazione è di circa 300kHz. Perchè 300kHz? Beh, questo è a causa del fatto che c’è bisogno di una larghezza di banda di 270kHz per ascoltare l’audio di una stazione FM senza distorsioni. Pertanto i successivi stadi sono limitati ad una banda di circa 300kHz. Tutte le altre frequenze sono filtrate. Il segnale FM a 300kHz è amplificato fino al clipping dalla prima e dalla seconda valvola EF183. La forma d’onda che sui forma in queste 2 valvole può essere vista qui:

prima-if

seconda-if

Va detto che il segnale AF all’ingresso della prima EF183 è molto debole (qualche mVpp), in ingresso alla seconda è già più forte (circa 100 mVpp) ed infine in ingresso alla terza valvola EF80 è abbastanza grande (circa 5 Vpp). Se si guarda bene si può notare che l’uscita della seconda EF183 tende già al clipping, questo è normale e non è affatto un problema, in quanto l’informazione è lo spostamento di frequenza e non l’ampiezza del segnale, anzi più il segnale è ritagliato e meglio è, l’ideale sarebbe trovare un segnale che tende all’onda quadra.

La EF80 assieme alla EAA91 e il filtro successivo hanno il ruolo di demodulatore. La EF80 prende il segnale IF a 300kHz e lo differenzia. La differenziazione avviene polarizzando il tubo in un modo che rende facile la saturazione, le figure sotto mostrano il segnale impulsato all’uscita della EF80 e il confronto tra l’ingresso e l’uscita della stessa valvola. Si può facilmente vedere che gli impulsi del segnale di uscita sono esattamente là dove inizia e finisce il fronte positivo dell’onda; questo comportamento è quello di un elemento di differenziazione.

diff1

diff2

La EAA91 poi elimina i picchi negativi del segnale impulsivo.

EAA91out

Il filtro successivo converte il segnale impulsato in un segnale audio. Il principio della conversione del segnale ad impulsi in un segnale audio è molto semplice: Un condensatore viene caricato da un diodo, molti impulsi producono una tensione elevata, meno impulsi producono una tensione più bassa. Il condensatore poi si scarica sul potenziometro e questo è il motivo per cui il potenziometro deve essere di valore relativamente alto, altrimenti il filtro verrebbe sovraccaricato.

Questa spiegazione della demodulazione è un pò semplice, la verità è leggermente più complicata: Il segnale ritagliato all’ingresso della valvola differenziatrice contiene le seguenti informazioni: tra le molte frequenze formanti l’onda quadra il segnale contiene il vettore (circa 300kHz) e l’audio (0 – 20kHz). La stessa informazione è ancora contenuta nel segnale differenziato, ma la distanza delle frequenze audio e le frequenze che formano gli impulsi è considerevolmente grande. Pertanto passando questa miscela attraverso un filtro passa-basso con una frequenza di taglio di circa 30kHz si otterrà un segnale audio piuttosto pulito.

Il mio montaggio

Ogniuno sarà libero di interpretare il montaggio come meglio crede, io per mio personale divertimento ho voluto usare quasi esclusivamente materiale di recupero, quella roba che uno che ripara radio d’epoca ha sempre da parte ma non usa mai, nel mio schema appare addirittura l’uso di un’autotrasformatore per alimentare il circuito, in puro stile anni 50/60. Ovviamente questa soluzione richiede esperienza nel maneggiare le cose sotto tensione e richiede anche di inscatolare in modo ben isolato l’apparecchio se si desidera usarlo regolarmente, se lo avete a disposizione o se siete poco esperti consiglio caldamente di usare un trasformatore normale, con il primario isolato dai secondari. Per chi non avesse capito bene: il telaio è connesso a un capo della rete elettrica !

Ho usato solo valvole TV con i filamenti adatti all’accensione in serie, le EF183, EF80 e la EAA91 sebbene abbiano la sigla che inizia per E e non per P hanno la corrente di filamento a 300mA e da datasheet sono adatte all’uso in serie, quindi possono essere collegate tranquillamente in serie con le altre (PCF82, PCL86, PY82), per ottenere i 65volt che erano necessari per accendere i filamenti in serie delle valvole ho ribaltato l’autotrasformatore, ossia ho collegato a massa il filo che corrispondeva ai 220volt del cambio tensione e collegato lo 0 all’altro capo della presa elettrica, quindi il filo che corrispondeva ai 140volt del cambio tensione in questo modo diventa una presa a 80volt, poi ho posto in serie ai filamenti una resistenza da 47/50ohm (di adeguato wattaggio) dove cadono i 15volt di troppo e che funziona anche da protezione delle valvole impedendo un riscaldamento troppo rapido dei filamenti stessi.

Ovviamente se avete a disposizione un secondario a 6,3volt nessuno vieta di usare la ECF82 / ECL86 / EY82 al posto delle P, poste in parallelo a tutte le altre. Diciamo solo che le valvole P si trovano più facilmente.

La tensione di alimentazione del circuito viene prelevata direttamente dal punto dove entra il capo della rete elettrica non a massa e mandata alla placca della PY82 per essere raddrizzata (se usate la PY82/EY82 è importante porre la resistenza da 120ohm in serie, per valvole diverse attenetevi ai datasheet delle stesse). Se avete un trasformatore isolato serve un secondario a circa 220volt. L’induttanza da 8H che appare a schema non è altro che un trasformatore audio SE che mi era venuto male, inutilizzabile in audio. Ho usato l’avvolgimento primario di questo trasformatore come induttanza. Ovviamente la sezione di alimentazione va adattata in base a ciò che si ha a disposizione, basti sapere che: la finale audio tira 35mA di corrente a 240/250volt e il resto del circuito ha bisogno di altri 35mA con circa 200volt di tensione. Volendo potete usare anche solo un filtro CRC, senza induttanza, basta che lo calcoliate bene in modo da non avere ronzamenti in altoparlante.

Ho usato un vecchio telaio geloso svuotato come supporto per il montaggio del tutto, un condensatore variabile specifico per sezioni FM valvolari, se ne trovano anche di più grossi multisezione, variabili che erano montati su radio OM/OC/FM, basta usare una sola delle sezioni piccole per l’FM.

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Bobine

La bobina di sintonia è una bobina in aria e consiste in 4 spire di rame da 1,5mm di spessore avvolte su un diametro di 10mm stirata a circa 15mm di lunghezza, le 2 bobine sopra e sotto il triodo della PCF82 sono comuni bobinette neosid (quelle blu col nucleotto di ferrite dentro). Anche la bobina sotto il pentodo della PCF82 da 1mH meglio se la trovate già fatta, sempre su ferrite io non ce la avevo disponibile e ho stampato un supporto di plastica con la stampante 3D e poi ci ho avvolto del filo da 0,16 fino a raggiungere il valore che mi serviva, ma io sono matto, non fatelo 😀

L’antenna è una roba strana, ho preso una ferrite da radio AM, ci ho avvolto sopra 20 spire strette di filo di rame smaltato da 0,5mm, un capo a massa, una presa alla terza spira entra nel circuito il resto delle spire non va da nessuna parte, facendo prove poi ho visto che ricevevo bene le stazioni basse a quasi nulla quelle alte, ho quindi iniziato a tirare via una spira alla volta da quelle rimaste libere e vedevo che man mano la situazione in alto migliorava, trovato il punto di equilibrio dove riuscivo a ricevere tutta la gamma FM ho fermato il rame sulla ferrite con del tubo termorestringente. Scordatevi il classico pezzo di filo, con quello riceverete solo del gran fruscio e basta.

Il Mobile

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Note

Sono partito dallo schema presentato dal sito linkato a inizio pagina, ho copiato le foto dell’oscilloscopio (che riferiscono all’uso delle EF80 come IF, con le 183 le onde squadrano di più) e tradotto parte del suo testo sulla spiegazione funzionale del circuito. Rispetto la sua realizzazione ho apportato diverse modifiche: ho usato la PCF82 al posto della 80, con la 80 la ricezione è veramente molto poco sensibile e si ricevono quasi solo emittenti vicine o che arrivano con segnali molto forti. Nello schema originale usa le EF80 anche per i 2 stadi IF, ma come lui stesso spiega più questi stadi guadagnano e squadrano l’onda, migliore sarà l’audio demodulato, le EF183 guadagnano praticamente il doppio della EF80 (non ha importanza che sia a mu variabile, quindi si potrebbe usare anche la EF184) e di fatti mettendo le 183 ho ottenuto un sensibile miglioramento dell’audio di diverse stazioni che si ricevevano leggermente disturbate usando le EF80. Sono invece da evitare le EF85 perchè guadagnano meno delle 80. Ho lasciato la EF80 finale perchè la sua funzione era molto specifica.

Lui usa una ECF80 come finale audio, ma non è una valvola fatta per erogare potenza quindi o la si tira dannatamente per il collo torturandola a morte o ci si accontenta di un volume audio veramente scarso, la PCL86 era una scelta più adatta ma si possono usare anche la 85 e la 82 o quello che vi pare se sapete calcolarvi uno stadio audio. Il trasformatore di uscita usato è stato recuperato da una radio che usava una EL84 come finale.

Ho omesso la seconda parte del filtro passa basso posto dopo la EAA91 che reputo inutile perchè taglia troppo la gamma acuta dell’audio, incupendo il suono.

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Radiomarelli Axum Radiofonografo Tipo 2 – Restauro

Ho trovato questa radio su un sito di annunci, ha subito un tentativo di riparazione da parte di un’esperto prima di capitarmi per le mani, l’inesperto che ha distrutto il cono dell’altoparlante a questa maniera:

Ecco come l’ho riparato:

Non fate caso ai “ciappetti”, da piccolo guardavo McGiver 🙂 però ha funzionato. Il nuovo centratore è un dischetto di pelle di daino.

Eccolo finito, ho polarizzato la bobina di eccitazione e mandato segnale sulla bobina mobile, pare funzionare bene, e la bobina non gratta.

Infine ho ricablato le connessioni tra il trasformatore d’uscita e la morsettiera.

Qui invece si vede un particolare inquietante del trasformatore d’uscita, con connessa una piattina rossonera da impianto audio da automobile, il trasformatore è cotto a puntino ovviamente.

Riavvolto ex novo con la stessa tecnica dell’epoca.

Era tocca alla parte elettrica, che mostra qualche abbrustolitura qua e la, chissà se i miei predecessori hanno controllato lo stato dei componenti prima di dar corrente… umm a veder com’era messo il trasformatore direi proprio di no.

Come detto all’inizio la radio era già stata ripar.. “manomessa” negli anni 50 o 60 da un tecnico della scuola radioelettra di quelli che però aveva capito poco del libro, il condensatore originale era stato svuotato e conteneva 2 condensatori geloso (unica nota positiva, perchè di solito gettavano via il pezzo originale e mettevano i nuovi condensatori attaccati in qualche modo sotto). Dentro al condensatore come materiale di riempimento ho trovato questo foglietto della FIOM ancora integro 🙂

Qui il condensatore ripristinato e richiuso in maniera più elegante

Un’altro problema sorto era la prima media media (quella ancora originale) con uno dei 2 grani bloccato nel tubetto e staccato dal permo di ottone, siccome non riuscivo più a tarare lo stadio ho provato a smontarla ma quando sono riuscito ad estrarre il grano questo si è spaccato in 2 pezzi, quindi ho deciso di svuotare la media e di nasconderci dentro una piccola media di recupero.

Peccato solo che sono stato obbligato a fare 2 forellini sul barattolo della media originale per poter fare la taratura.

Altro problema sorto, l’oscillatore locale delle onde lunghe non andava, si era guastata una delle bobine nel gruppo RF.

Si vede il filettino staccato, il vecchio solder a volte corrode il rame…

Riparata

In questa foto il telaio durante la taratura delle media, ma prima di arrivare qui ho dovuto lavorare non poco, anche dopo aver riparato tutto i problemi evidenti come la bobina e media rotta ne sono usciti tutta un’altra serie causati dal riparatore d’epoca che aveva fatto non pochi casini nel circuito: La 6A7 originale era esaurita… ma che cambiarla! mettiamo a massa il catodo bypassando la resistenza di catodo e alimentiamo la griglia anodica direttamente dalla tensione della griglia schermo della finale audio… cavolo nel circuito ci volevano 3 elettrolitici ma io ne ho solo 2, va bhe cortocircuitiamo una resistenza per alimentare le griglie schermo della 6A7 e della 78 direttamente dalla tensione della griglia schermo della finale audio sempre così non devo mettere un condensatore in più… Poi aveva invertito 2 fili per cui in realtà l’anodo della finale audio era alimentato a una tensione inferiore alla sua G2 (quindi la griglia anodica della 6A7 e la G2 della 78 erano alimentate a 250volt XD), cavolo la radio gracchia di brutto ma perchè? aspetta che sbudello via il circuito del CAV, collego assieme i 2 diodi della 75 e il potenziometro del volume invece di fare il suo lavoro gli faccio pilotare il guadagno della 6A7 in modo che la radio passasse bruscamente da un basso volume non distorto a volume circa più alto tutto gracchiante.. ah poi il potenziometro del volume da 2,5mega era diventato 112mega ma questo probabilmente per effetto del tempo. Quando mi son reso conto di tutti i casini che aveva fatto sto scemo ho dovuto abbandonare la ricerca dei componenti guasti per mettermi sopra lo schema a verificare tutti i punti del circuito per correggere tutte le ca…te, montando anche parecchi componenti che erano stati completamente eliminati, alla fine ce l’ho fatta.

Le lampadine che illuminano la scala

Il nuovo piano del giradischi, la radio infatti è stata consegnata con montato sopra un giradischi 45giri lesa, ma si è provveduto e rimettere il pezzo originale al suo posto.

Qui ha fatto impazzire il maccanismo di accensione e spegnimento, il vecchio grasso era diventato duro come cemento, il piatto non è smontabile, o almeno io non ho proprio capito come smontarlo, quindi immaginate per pulire sbloccare e lubrificare il meccanismo da sotto il piatto con lo stelo di un cacciavite, inoltre l’interruttore era formato da un cilindretto di bachelite coperto da un’anello di ottone che infilandosi in mezzo a 2 contatti li chiudeva mantenendo contemporaneamente il meccanismo isolato dalla rete, col problema che l’anello di ottone non c’era più… Ho dovuto fabbricarlo !

Tutto rimontato nel mobile completamente restaurato.

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2 Responses to Radiomarelli Axum Radiofonografo Tipo 2 – Restauro

  • Se guardi lo schema hanno fatti un giochino sullo zero del secondario dell’anodica che non è a massa ma ha una rete di resistenze e condensatori che servono a generare una tensione negativa che serve per polarizzare la griglia della finale audio, la tensione negativa che ottieni dipende da quanta corrente scorre nel circuito anodico, probabilmente per arrivare ad avere la giusta polarizzazione avevano bisogno di caricare un’altro pò il circuito, inoltre il carico rappresentato da questa resistenza potrebbe anche servire a proteggere i condensatori nella fase di accensione, infatti la 80 che è a riscaldamento diretto parte in pachi secondi, mentre le altre valvole che sono a riscaldamento indiretto ci mettono almeno 30 secondi a scaldarsi e in quel lasso di tempo la tensione ai capi dei condensatori potrebbe salire in modo pericoloso in quanto non c’è carico e magari questa resistenza serve per evitare che salga oltre una certa soglia causando guasti. Non credo cmq che fosse dimensionata male, che scalda più essere ma sarà anche costruita in modo da reggere alla temperatura.

  • Volevo chiedere a cosa serve la resistenza di 25.000 ohm 5 watt che si trova in parallelo al secondo elettrolitico di filtro.
    Ho notato questa resistenza su diverse Axum e ho notato che scottava su tutte le radio.
    Che senso ha aumentare il consumo della radio?
    Che senso ha inserire una resistenza dimensionata con pochi watt che surriscalda?
    Grazie mille

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Radio Marelli Arione – Ricostruzione di una radio Scempiata

Settembre scorso al mercatino di marzaglia ho trovato questo telaio per 2 soldi… la cosa più disgustosa che abbia mai visto, non c’è bisogno di commentare perchè le foto parlano da se. Chi ha fatto questo scempio deve vergognarsi! Poi lo avesse fatto su una radio dozzinale da 50 euro, no su una radio prestigiosa e abbastanza rara, quindi di valore! Volevo mettermi a prova e vedere se riuscivo a rimetterla in sesto, sapendo già che sarebbe stato un lavoraccio…

Fili del trasformatore di alimentazione in parte tagliati in parte strappati…

Lo statore del condensatore variabile strappato brutalmente (si vedono ancora i resti dei supporti in bachelite), e questo per poterci passare con il cacciavite per avvitare il condensatore variabile della radio a transistor messo sotto… Odio e disprezzo per ciò che aveva in mano il cane che ha fatto tutto questo.

Incomincia l’opera di ripristino

Ho iniziato smontando e pulendo completamente l’altoparlante, non capisco poi perchè se doveva rompere per far passare il filo dell’altro altoparlante abbia dovuto rompere proprio a ridosso della bobina mobile con tanto spazio… Odio e disprezzo, quello che vedo mi fa pensare solo che volesse rovinare quanto più possibile questa meravigliosa radio.

Ho usato la tecnica molto semplice della carta pesta, scottex e colla vinilica diluita.

A vinilica asciutta ho ri-fissato i fermi dei sottili fili con il bostik e spruzzato con elettroresina spray la bobina mobile per assicurarmi che le spire di rame rimanessero ferme in posizione.

Il trasformatore di uscita ha il primario interrotto :'(

Sresinato il trasformatore a mollo nella cera fusa…

Pronto per essere riavvolto.

Trasformatori riavvolti usando materiali e tecniche d’epoca, i cavetti saranno poi occultati con sterling d’epoca.

Ho ripulito tutto il telaio, prima con pennello e aria compressa, poi acido fosforico seguito da un lavaggio con isopropilico per rimuovere una spessa patina giallina dall’odore di fuoco d’artificio (chissà cos’ha subito nella sua lunga e travagliata esistenza).

Dopo la sessione di lavaggio è seguita una sessione con la pistola dissaldante per ripulire tutti i punti di saldatura, ho ripristinato il funzionamento e i conduttori dello strumentino indicatore di sintonia. Ho rimontato il trasformatore di alimentazione ed eseguito i primi cablaggi.

Arrivano i soccorsi… Dal proprietario del museo della radio d’epoca di verona sono riuscito a recuperare questo relitto…

Questo è il telaio di una tamiri a cui un’altro fenomeno del restauro ha provato a cambiare gli zoccoli perchè non aveva le valvole giuste da metterci, la mascherina davanti era stata rifatta con volgare lamiera verniciata di marrone e i dischetti di celluloide erano stampanti con la getto d’inchiostro su cartoncino e le scritte fatte con trasferibili, il trasformatore di alimentazione bruciato. Però tutto il resto c’è ! Questo che vedete nella foto è il telaio già semi smontato (che dovrò pulire un’attimo prima) in cui monterò gli zoccoli, il trasformatore, l’intelaiatura con le scale parlanti, la mascherina e i potenziometri con tanto di dischetti in celluloide e lo strumentino indicatore di sintonia presi via dal telaio già in mio possesso.

Ho approfittato del trasformatore di alimentazione bruciato di questo telaio per recuperare la carta con cui mascherare ancora meglio il mio trasformatore riavvolto. Visto che è impossibile reperire il condensatore elettrolitico originale marelli ho preso la via della fabbricazione di una copia, ringrazio IK0WHP che avendo avuto la possibilità di vederne uno originale per prendere le misure e copiare l’etichetta mi ha poi fornito una copia in lamiera zincata da assemblare.

Lo stagnatore da 150 watt m’è finalmente servito 🙂

Piazzati i nuovi condensatori…

Ho protetto il tutto con un palloncino e plastilina (sull’imbocco del palloncino) per tenere i condensatori sigillati e con un pò di aria attorno per quello che dovranno subire nel passo successivo…

Dopo aver stagnato anche il coperchio inferiore fondo un pentolino di cera per riempire il corpo del condensatore fino a straboccare. La cera, raffreddandosi, si ritira facendo spazio, ho quindi provveduto a rabboccare il condensatore fino a che l’imboccatura fosse perfettamente chiusa.

Ecco il perchè della cera 🙂 elettrolisi !

 
Invecchiato di almeno 80 anni 🙂

Ho invecchiato l’etichetta immergendola in acqua con fondi di caffè, poi l’ho asciugata con un phon.

Un’altro pò di giochi di prestigio per l’incollaggio e la logoratura della carta… eh non posso dirvi tutto ! 😉

Aggiornamento del 2/7/2012, si comincia a lavorare sull’elettronica finalmente ! Ho iniziato con la ricostruzione dei condensatori di questo blocchetto.

E dopo averlo avvitato al suo posto finalmente comincio a ricablare il circuito dallo schema…

Ormai costruisco e modifico di tutto dalle viti ai cavi, questo è un 3 poli trasformanto a 4 poli, per la connessione dell’AP…

Cablaggio completato…

Che ci crediate o no è partita alla prima accensione e non mi vanto ma è la norma dei miei lavori, anche se è ancora starata per ora… mancano gli schermi di 2 valvole e la targhetta dietro.

Ho trovato una replica della targhetta e i 2 schermi per le valvole di media e demodulatrice. Finalmente il telaio è completo al 100%.

Ricostruita in 7 mesi quindi torna nel suo mobile che ho restaurato.

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4 Responses to Radio Marelli Arione – Ricostruzione di una radio Scempiata

  • Sono un passionale delle radio a valvole e ne possiedo alcune degli anni 20.atutte funzionanti ottimamente. Ho grande rispetto per queste meraviglie, e mi fanno gentile compagnia. Proprio oggi ne ho trovato una in ottimo stato. Spero non abbia grossi problemi, che da solo non saprei risolvere, dato che il mio tecnico purtroppo é deceduto. Complimenti per il prestigioso lavoro.

  • io ho avuto in mano solo il telaio all’epoca, il mobile l’aveva tenuto a casa sua il proprietario, quindi non lo so.

  • Complimenti per il “salvataggio”, questo recupero è stato notevole dimostrando doti non comuni e grande passione. Una domanda, i due pomoli pendenti in ottone che mancano,(quelli dei due sportelli del mobile) come hai rimediato?

  • Bravissimo grande competenza e professionalita

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