Single ended 832a – QQE04/20 con trasformatore di uscita stereo

Desideroso di fare un pò di pratica nell’auto costruzione mi sono cimentato in un progettino da condividere con i lettori del mio sito, questo amplificatore fa uso del trasformatore di uscita stereo di Mariani Polisois visto che Giovanni Mariani (graaf) che mi ha gentilmente concesso il permesso di realizzarlo oltre a spiegarmi come pilotarlo.

Il suo brevetto è stato depositato nel 1998 e consiste, come penso abbiate già capito, in un unico trasformatore di uscita per entrambe i canali, quindi stereofonico a tutti gli effetti. Ogni sezione del trasformatore è servita da uno stadio single ended indipendente. Stadi che però lavorano in contro fase tra loro, questo fa si che alle basse frequenza (dove non esiste stereofonia) i 2 canali lavorino come un pushpull monofonico, incrementando l’efficienza del trasformatore e la potenza erogata ai diffusori. All’aumentare della frequenza audio diminuisce la potenza erogata ai diffusori ma aumenta la separazione dei canali, tutto questo in perfetta sintonia però con quella che è la percezione umana, questo significa che NON si avrà sensazione di minore volume sugli acuti o che l’amplificatore in qualche modo sia equalizzato, no assolutamente. La sensazione di ascolto è naturale, come in un amplificatore convenzionale con 2 trasformatori distinti e si nota una maggiore energia sui bassi dove un single ended (sopratutto se di potenza contenuta) normalmente potrebbe essere carente.

In pratica un’amplificatore costruito con questo trasformatore unisce le caratteristiche sia di un single ended che quelle di un pushpull in classe A.

L’intento del grande Mariani era quello di avere un grosso risparmio (sia economico che di ingombri) sul trasformatore di uscita, senza rinunciare però alla qualità audio, per poter sfruttare quanto risparmiato per curare meglio altre parti dell’amplificatore. Il suo prototipo usa valvole GM70 ed è capace di erogare 30watt per canale in media e fino a 70 sulle basse frequenze!

Io invece quando ho saputo di questa possibilità tecnica ho pensato subito ad un’utilizzo molto diverso, ossia un’amplificatore che fosse veramente minimale, da pochi watt, pensato per essere usato con diffusori ad alta efficienza e che avesse il minimo dell’ingombro.

Ecco lo schema elettrico (clicca per ingrandire)

Questo prototipo che presento è stato concepito per contenere i costi, nonostante questo il risultato è davvero eccellente.

Nella versione finale del circuito ho aggiunto la prese per le cuffie e il commutatore per passare da altoparlanti e cuffie. La spia è a led bianco.

Ora qualche dettaglio: la valvola finale utilizzata è una 832a (equivalente QQE04/20) su zoccolo septar, è un doppio tetrodo a fascio, come driver c’è una EF80 o 6BX6 (io ho montato una 6P6 equivalente magnadyne) e una 6BL8 o ECF80. La rettificatrice è una 5Y3GT. La polarizzazione della finale è di tipo a bias fisso, sul retro dell’amplificatore ci sono 4 boccole per i puntali del tester e i fori per accedere a 2 trimmer multigiri per la taratura. Le dimensioni di base dell’amplificatore sono di 23x17cm.

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1 Responses to Single ended 832a – QQE04/20 con trasformatore di uscita stereo

  • Molto interessante!
    Un progetto semplice ma allo stesso tempo estremamente innovativo.
    Complimenti!

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Golden Tube Audio SE-300B II

“For The Distortion Of The Music”

Simbolo emblematico del MiFy o di come certi progettisti di elettroniche usciti dalle scuole odierne abbiano la convinzione che una cosa a valvole debba distorcere il più possibile “perchè a quegli scemi a cui piacciono le valvole piace la distorsione”. Iniziamo la storia…

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Ho ricevuto questo amplificatore perchè continuava a far saltare il fusibile e per una revisione completa del circuito.

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Dopo averlo aperto noto un “upgrade” fatto un pò malino, ci sono infatti 2 grossi condensatori carta olio fissati malamente con nastro isolante e feltrini che rimuovo subito e fisso meglio sul telaio (e non sul circuito) con 2 bei fili intrecciati che vanno allo stampato, svito poi la scheda per un controllo generale di tutti i componenti e per dare una pulita.

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Dopo varie ispezioni concludo che il circuito è esente da ulteriori guasti, lo rimonto e misuro le valvole che sono tutte sane tranne una delle due 300B che probabilmente aveva sofferto per i corti, quindi monto una nuova coppia di 300B.

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Rifaccio il bias poi comincio a stranirmi quando agisco sui 2 potenziometri più esterni, vedevo strane cose sull’oscilloscopio e non capivo cosa facessero, allora mi sono messo alla caccia dello schema elettrico per chiarirmi le idee. Lo schema potete scaricarlo cliccando questo link gta300bsch. Il punto saliente dello schema è questo:

gta300b-distorsore

Lo schema è poco chiaro e parecchio sgranato ma sostanzialmente si capisce: il potenziometro è connesso a dimmer in serie ad un’altra resistenza in quello che parrebbe un negative feedback variabile, il problema è la configurazione dei 2 triodi 6SL7 piuttosto anormala e bizzarra perchè quello che “sembra” un negative feedback variabile in realtà è un DISTORSORE! Vedremo dopo cosa esce da quell’apparecchio, ma continuiamo con i problemi progettuali di questo amplificatore.

Il distorsore formato dalla 6SL7 è seguito da un’inseguitore catodico formato da una EL34 connessa a triodo messa come driver della 300B, ma alla fine da questa 300B escono solo 6Watt RMS e non di più (se ne potrebbero avere 10 se solo la 300B fosse pilotata decentemente). Cioè la 6SL7 non riesce a erogare abbastanza swing di tensione per pilotare la 300B, e il buffer serve per non metterla a sedere del tutto e ottenere poi solo 2watt, il fatto è che per fare un simile buffer sarebbe bastata mezza 6SN7 per ogni canale, con la EL34 ci piloti una 211 volendo, ma bisogna che prima ci sia anche uno stadio che faccia un guadagno in tensione sufficiente. Qui il progettista ha lesinato dove serviva è ha messo abbondanza dove non serviva a niente.

Per finire scopro anche che uno dei 2 canali esce sull’altoparlante con la fase invertita!

Vediamo le strumentali che ho misurato da questo apparecchio:

Potenza massima: 6Watt RMS

Banda passante a 1Watt RMS col potenziometro tutto aperto: 20Hz~46Khz -3dB
Smorzamento: 3,2
Rout: 2,5ohm
THD: 0,0029%

Banda passante a 1WATT RMS col potenziometro tutto chiuso: 20Hz~85khz -3dB
Smorzamento: 5.0
Rout: 1,6ohm
THD: 6,3%

Nel secondo caso, quello col potenziometro chiuso si capisce che è in atto un NFB perchè la banda passante aumenta e aumenta anche il fattore di smorzamento, quello che è veramente anomalo è l’aumento spropositato della distorsione! Generalmente la presenza di NFB diminuisce la distorsione misurata non la aumenta e non di certo in modo così mastodontico, ma proseguiamo con le misure.

Prima del clipping in assenza di “Distorsion Feedback” il THD è circa del 3%, mentre inserendo il “Distorsion Feedback” la THD aumenta ad un fattore del 15%, qualunque apparecchio con valori così alti di distorsione sarebbe da giudicarsi ROTTO, e invece nel caso di questo amplificatore è fatto apposta.

Praticamente agire sul potenziometro porta il funzionamento da “monotriodo non retroazionato” a “monotriodo non retroazionato con distorsione aggiunta”.

Vediamo gli spettri e le forme d’onda…

Ad 1 Watt senza distorsore:

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Ad 1 Watt con il distorsore:

1watt-si-nfb-sine

1watt-si-nfb-spec

Prima del clipping senza distorsore:

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underclip-no-nfb-spec

Prima del clipping con il distorsore:

underclip-si-nfb-sine

underclip-si-nfb-spec

Nel video sottostante si può vedere dal vivo l’azione del potenziometro, il passaggio da “triodo non retroazionato” a quello “distorto”, si capisce bene perche la sinusoide iniziale è abbastanza bella, mentre dopo diventa fortemente distorta.

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2 Responses to Golden Tube Audio SE-300B II

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La voce del padrone 566 – Restauro

Questo è il telaio di una “La voce del padrone Mod. 566″ prodotto dalla “la Voce del Padrone – Columbia – Marconiphone dal 1941”. Questo telaio purtroppo è stato pasticciato da uno dei tanti pseudo riparatori della domenica e versava in condizioni decisamente precarie.

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L’intero telaio era stato “irrorato” con roba oleosa, ipotizzo uno spray “per cose elettriche” preso dalla ferramenta sotto casa, che poi era un lubrificante per contatti. Al tatto e visivamente non sembrava perchè ormai la patina di polvere che ci si era appiccicata sopra era tale per cui sembrava asciutto ma togliendo le valvole, sul fondo dello zoccolo a bicchiere c’era ancora la pozzangherina d’olio. Il meccanismo di sintonia era totalmente bloccato da “pongo” nero. Lo zoccolo della raddrizzatrice era stato tolto e al suo posto era stato messo uno zoccolo octal per una 5y3 che poi sicuramente è morta e che quindi è stato sostituito con diodi (vedi foto sotto) senza tenere in considerazione la caduta di tensione dei diodi e quindi sovralimentando parecchio il circuito (almeno un centinaio di volt in più del dovuto). Il trasformatore di alimentazione non è originale ma almeno funzionante, il suo originale probabilmente è andato bruciato durante gli esperimenti.

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Tutta la parte di schema attorno la raddrizzatrice, alla EBC3 e alla finale audio EL3 era stato pasticciato con modifiche che avevano poco senso, tipo mettere una resistenza di catodo della finale il doppio del dovuto, cambiare tutto lo schema del demodulatore, se accorto che c’era troppa tensione ma invece di abbassare la tensione mettendo, bho… una resistenza in serie magari ? s’è messo a pasticciare tutto il resto.

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Dopo aver smontato la scala parlante ho iniziato il lavoro ripristinando lo zoccolo a bicchiere della raddrizzatrice e sostituendo quello della finale che era spaccato, dopo di che ho passato un pomeriggio intero a “lavare” il telaio da tutto quel pataccone unto trasformato in cerone misto a polvere e sporco, sgrassando e disossidando a modo tutti i contatti degli zoccoli e il commutatore, ho dovuto lavare anche il condensatore variabile e tutto il meccanismo di sintonia per rimuovere il “pongo” nero fino a sbloccarlo. Successivamente al lavaggio tutte le parti mobili del meccanismo di sintonia sono state lubrificate con lubrificanti adatti e in quantità ragionevoli, cioè tipo i perni delle piccole puleggie sono stati unti con olio leggero e un cotton fioc e non versandoci sopra denso olio da motore con un secchio.

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A telaio finalmente pulito ho cominciato a smontare via al roba che non centrava nulla con lo schema ufficiale della radio.

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E poi ho ripristinato lo schema originale sostituendo anche parecchi componenti non più funzionanti come resistenze cui il valore era molto più grande di quello di targa o interrotte.

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Nella foto qui sotto potete vedere com’è pulito ora il telaio.

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Rimesse le valvole il telaio è stato alimentato gradualmente, il trasformatore non originale aveva il secondario del filamento della raddrizzatrice da 5volt invece che da 4, ho risolto aggiungendo una resistenza in serie al filamento della AZ1, non ci sono stati problemi di sorta nell’alimentare il telaio, la tensione arrivava a tutte le valvole e i valori misurati rispettavano quelli consoni, 380volt sul primo condensatore di livellamento (non 520 dei diodi al silicio dove il tizio aveva messo anche i condensatori in serie per non farli saltare), e 250/260volt sul secondo condensatore dopo la bobina di campo, ovviamente condensatori da 10uF, valore corretto per la raddrizzatrice in uso. La radio era ancora completamente muta, le MF erano totalmente fuori, qualche ora ancora per ritararla e riportarla in uno stato di funzionamento.

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Eccola in funzione

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