Graaf GM20 – Amplificatore OTL 6C33 – Revisione, re-tubing, tarature e risoluzione ronzii

Questo GM20 mi è stato portato funzionante e in condizioni di originalità, mai nessun componente cambiato da quando era stato costruito nel 1996, con la richiesta di una revisione generale. In poco tempo ho notato che praticamente tutti gli elettrolitici erano bassi valore, sia quelli sulla scheda che i 4 grossi kendeil.

Ho quindi dovuto smontare l’intero PCB per la sostituzione.

Ne ho approfittato anche per pulirlo bene dalla polvere e dallo sporco accumulato in 25 anni, nella foto si vedono i 4 condensatori che in assoluto hanno sofferto di più…

Ne approfitto ora per per mettere in guarda i possessori dei GM20 da alcuni ciarlatani che partono e vogliono “rinfrescare” tutto l’amplificatore, sostituendo non solo gli elettrolitici secchi, ma anche tutti i condesatori e film e le resistenze. Non fateglielo fare, sottraete loro l’apparecchio prima che ci mettano le mani! Prima di tutto il tipo di resistenze usate sono di altissima qualità, inoltre Mariani soventemente le selezionava anche. Una resistenza se non palesemente bruciata, e non di tipo a impasto di carbone (non ce ne sono nel GM20 ad impasto di carbone) non degrada col tempo e non ha bisogno di essere cambiata perchè “è vecchia” … Stesso discorso vale per i condensatori ICEL al polipropilene, anche questi sono componenti di alta qualità e che venivano selezionati uno per uno e che se non palesemente guasti (in corto) non hanno bisogno di essere cambiati perchè anche loro non invecchiano! E sopratutto non fatevi trascinare dalla gente che dice “eh ma sono quei condensatori industriali galli, mettici dei mundorf/jensen o chissà cos’altro… Gli icel selezionati da Mariani sono indistinguibili dai migliori bottiglioni polipropilene che potete trovare sul mercato della roba HiFi.

Foto del PCB di una GM20 che ha subito l’inutile sostituzione di tutti i condensatori originali icel selezionati uno per uno manualmente da mariani e perfettamente funzionanti, con condensatori audyncap “quelli che c’erano nel cassetto”…

Finita la sostituzione dei condensatori e rimontata la scheda ho proceduto con il collaudo e la taratura del bias e dell’offset. Ora per rispondere ad una domanda frequente su questo apparecchio: No non si può modificarlo per funzionare con bias automatico.

Un problema soventemente lamentato dai possessori di GM20 è che è necessario ritarare molto di frequente il bias e l’offset perchè l’amplificatore inizia a ronzare. Il problema è dovuto al fatto che al tempo in cui fu progettato erano presenti sul mercato delle 6C33 di qualità di gran lunga migliore a quelle che si trovano attualmente. Mariani le selezionava in modo molto accurato scartando quelle che non reggessero 1kV di isolamento interno tra gli elettrodi e che non mostrassero corti provvisori se picchiate con un martello in pelle (che ho visto personalmente), oltre a questa prima selezione decine di valvole venivano prima rodate su un grosso telaio dove rimanevano accese e alimentate per 1 settimana e poi in fine abbinate in coppia. Si dice che i GM20 con le valvole da lui selezionate arrivassero a 20 anni senza bisogno di un cambio di valvole o ritocchi dei trimmer.

Con le 6C33 che si trovano attualmente purtroppo non è più possibile, quelle che vengono vendute come coppie match durano abbinate a volte meno di 1 settiama e poi diventa impossibile riuscire a fare la regolazione dell’offset perchè variano veramente tanto di valore nel primo rodaggio (che avviene dentro all’amplificatore) da renderlo impossibile. Proprio per questo motivo ho pubblicato il progetto di un tester per 6C33 che possa aiutare i possessori di GM20 a ri-selezionare autonomamente le 6C33 in loro possesso.

Infatti è assolutamente sbagliato gettare via le coppie di 6C33 che non si abbinano più! Come detto le 6C33 sono valvole che durante il rodaggio e la loro vita utile cambiano valori in modo molto forte e deciso, ma questo non significa che siano guaste o esaurite, al contrario! Dopo un certo periodo di assestamento tendenzialmente stanno più ferme, quindi il concetto è quello di tenere da conto le valvole che non matchano più e poi pian piano che ne mettete da parte iniziare a cercare nuovi match tra quelle usate che vi restano per formare nuove coppie da rimontare nel GM20. Lo so che è seccante ma chi vende 6C33 oggi giorno, non le roda (o non le roda abbastanza a lungo) prima di selezionarle e la selezione tra 2 valvole nuove è destinata a svanire in poco tempo. Fin’ora l’esperienza di coloro che hanno realizzato il mio tester per 6C33 è che le nuove coppie formate con le valvole inizialmente scartate apparentemente stiano reggendo molto più a lungo di quanto non facessero le coppie di valvole comprate nuove.

Come regolare il BIAS e l’OFFSET del GM20

Dichiarazione di non responsabilità: non aprire il tuo amplificatore a meno che tu non sappia cosa stai facendo! Gli amplificatori a valvole funzionano con tensioni letali che possono rimanere nell’amplificatore anche dopo averlo scollegato dalla rete. Se non sai come lavorare in sicurezza sul tuo amplificatore, non provarci. Chiedi ad un tecnico di aiutarti. Se tu muori o il tuo amplificatore si guasta, non ne sono responsabile. Clicca qui per approfondire.

Il GM-20 è un amplificatore dal suono bellissimo, ma è molto importante regolare il bias e l’offset una volta ogni tanto. Sempre quando cambi le valvole. Può essere un pò complicato all’inizio, ma dopo un pò di pratica, è un gioco da ragazzi. Quando esegui le regolazioni, lavorerai all’interno dell’amplificatore e avrai bisogno di una chiave a brugola per aprire il coperchio inferiore, un piccolo cacciavite piatto per eseguire le regolazioni e un multimetro per leggere le tensioni.

Ribaldate l’amplificatore a pancia in sù e aprite il coperchio.

Procuratevi una coppia di resistenze da una decina di watt di valore compreso tra 22 e 33ohm e collegatele ai morsetti degli altoparlanti perchè non è sicuro accendere un OTL senza carico.

Accendete l’amplificatore e lasciatelo scaldare, all’interno troverete i test point sui quali leggere la tensione del bias, su altre guide dicono che è molto scomodo tenere fermi i puntali del tester mentre si cerca di regolare il trimmer. Io aggiungo che è anche rischioso perchè i puntali potrebbero scapparvi… Ma c’è una buona notizia: tutti coloro che hanno fatto altre guide sulla taratura del GM20 non si sono accorti che i 2 punti del test point fanno capo a una resistenza posta a meno di 1 centimetro da essi e detta resistenza è grossa e rialzata appositamente dal PCB, quindi ignorate i testpoint, procuratevi 2 cavi per il tester terminati e coccodrillo e attaccatevi sopra la resistenza direttamente, così avrete le mani libere!!!

Col tester nella scala dei 200mV dovrete regolare il trimmer “BIAS” fino a leggere 30mV. Poi dovrete collegarvi sui morsetti degli altoparlanti, ai capi delle resistenza che avete collegato come zavorra e regolare il trimmer “OFFSET” fino a leggere un valore prossimo a zero. Fate la stessa cosa per entrambe i canali. Lasciate l’amplificatore acceso mezz’ora 40 minuti, perchè le 6C33 ci mettono un casso di tempo ad andare completamente in temperatura e ricontrollate ogni tanto, ritoccando i valori a puntino.

Problemi ronzio o suono basso sugli ingressi bilanciati

Un difetto che ho osservato spesso sul GM sono gli ingressi bilanciati con problemi di funzionamento quali suono basso o basso solo su un canale, ronzio, un canale muto e via discorrendo. Più spesso su apparecchi che avevano già subito riparazioni o manomissioni, il video sotto è esplicativo:

Spiegazione: purtroppo un errore progettuale del GM20 risiede nel fatto che la scheda PCB praticamente entra al pelo nel suo cabinet, in alcuni esemplari (per via delle tolleranze) non passa proprio anche se di poco. Per inserirla e estrarla è quasi sempre necessario l’uso della forza, forza che si va a scaricare adosso i connettori XLR in quanto è proprio per loro che la scheda non entra agilmente. Per questo motivo spesso gli apparecchi che subiscono riparazioni o smanettamenti ad un certo punto vanno in contro a guasti dei connettori stessi che poi vanno sostituiti.

Problema di ronzio irrisolvibile sul GM20

A volte alcuni GM20 iniziano a soffrire di un problema di ronzio persistente ad un canale (o entrambe) che sembra non risolversi cambiando le valvole o ritarando bias e offset, in questo caso il guasto e da attribuirsi alle 2 “induttanze” che potete vedere in foto.

Ho virgolettato “induttanze” perchè non sono induttanze, so come sono fatte dentro ma non possedendo lo schema dell’apparecchio mi è oscuro il principio di funzionamento di questi 2 oggetti, fatto sta però che è apparso evidente che a volte uno degli avvolgimenti interni di questi oggetti si interrompe e quando avviene inizia a presentarsi ronzio in altoparlante nel canale con il guasto o in entrambe i canali. Anche qui i riparatori si sbizzarriscono…

Da esperienze di utenti è emerso anche di solito quando si guasta la prima entro breve si guasterà anche la seconda. Ho provveduto già alcuni anni fà a realizzare il clone di queste induttanze partendo da un’originale, consultare questa pagina per maggiori informazioni.

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3 Responses to Graaf GM20 – Amplificatore OTL 6C33 – Revisione, re-tubing, tarature e risoluzione ronzii

  • Ho dato in riparazione il mio GM20 perché non era funzionante un canale. Stefano me lo ha riparato perfettamente con la sua solita maestria e competenza. Credo che in Italia non esista nessun’altro che possa riparare gli ampli Graaf come sa fare Stefano!! Come sempre, consigliatissimo.

  • I received the 4071 chokes for my Graaf GM20, fast and in perfect packing condition. The product is constructed absolutely professional, like the original and it worked perfectly. Stefano gave me also whatever advice I asked for. Thanks Stefano!!!

  • Grazie per l’intervento sul mio GM20 con XLR guasta. Ora tutto funziona benissimo e finalmente posso avere una catena tutta bilanciata! Come al solito hai fatto uno dei tuoi piccoli miracoli!

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Mastersound 220 SE – Upgrade

Buonasera

Ho acquistato un mastersound 220 s.e. di seconda mano. Il telecomando non funziona, non saprei dire se sia il telecomando in se o la sezione radio del volume interna all’amplificatore. Ho provato a scrivere a Mastersound che mi obbligano a fare una “revisione” per sistemare il telecomando, al costo di una grossa revisione… Quindi vorrei sapere quanto può costare aggiustare il volume e se ci sono modifiche che possano farlo suonare meglio ad un prezzo ragionevole. 

D.D. mi ha fatto avere il suo Mastersound 220 SE perchè non era soddisfatto del suo suono. Oltre a questo l’apparecchio era dotato di telecomando ma questo non funzionava. Quando ho ricevuto l’amplificatore e l’ho aperto ho scoperto che la scheda interna che doveva ricevere i segnali del telecomando era stata totalmente rimossa. Per iniziare a capire come era fatto ho estratto lo schema dal PCB scoprendo che praticamente è lo stesso disegno di base dell’ LX1240 di nuova elettronica, ovviamente con valori dei componenti diversi e 2 EL34 in Single Ended parallelo Ultralineare.

La prima cosa che ho fatto è stato un’upgrade dei componenti, soprattutto dei condensatori con dei polipropilene e degli elettrolitici di ottima qualità sonora.

Prodotti due nuovi trasformatori d’uscita da 1800ohm primari.

Realizzata una schedina per il controllo del volume di rimpiazzo di quella che era stata rubata (l’originale usava un telecomando RF, io ho optato per un comune comando a infrarossi).

Eccolo finito

I miei trasformatori avendo un’induttanza primaria maggiore degli originali, quindi molto più spire di rame e di conseguenza una resistenza DC del primario più alta abbassano la potenza erogata da 20watt a 13watt RMS per canale con però una migliore estensione sulle basse frequenza. Il fattore di smorzamento DF ottenuto è di 6,5, qui sotto riporto le strumentali ottenute.

THD @ 1watt

Risposta in frequenza @ 1 watt

Quadre a 100Hz – 1khz – 10khz la traccia gialla è il generatore (misurate a 7watt di potenza, non mi andava di rifarle a 1watt, tanto è uguale)

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Audionote M1 – Line – Revisione e Riparazione

Questo Audionote M1 mi è stato spedito perchè aveva il trasformatore di alimentazione bruciato e per una revisione generale.

Ho smonstato il trasformatore per una verifica. Esso risultava totalmente in cortocircuito.

Sbobinandolo ho potuto constatare il problema del corto interno, il quale era causato dal fatto che tutti gli avvolgimenti fossero avvolti uno sopra l’altro senza il minimo isolante aggiuntivo tra le passate o tra i vari avvolgimenti. Praticamente l’unica cosa che impedisse il corto tra le spire era la sola smaltatura del filo di rame, inoltre il rocchetto era pieno stipato e non ci sarebbe entrato nemmeno un capello in più. Ho quindi deciso, ottenuti i dati interni di ricalcolare un nuovo trasformatore con le medesime caratteristiche ma avvolto su un nucleo di appena un passo maggiore di quello originario per avere lo spazio per intervallare il rame con un pò di isolanti.

Un’altro problema del trasformatore originale era che avevano avvolto un secondario a bassa tensione con filo grosso 0,95mm sopra l’avvolgimento ad alta tensione che era avvolto con del filo di 0,12, una cosa che non andrebbe mai fatta perchè durante la dilatazione termica l’avvolgimento col filo grosso finisce per comprimere e chiacciare l’avvolgimento con filo sottile. In realtà era stato avvolto sopra perchè mettendolo sotto avrebbero poi avuto i 2 fili che uscivano dall’avvolgimento a bassa tensione che attraversavano gli avvolgimenti sopra, almeno in questo caso dove il rocchetto era dotato di morsetti e non realizzato con fili uscenti. Io ho voluto mettere l’avvolgimento con filo grosso di sotto per evitare problemi meccanici, ho isolato bene il 2 fili che andavano verso i morsetti e ho perso mezz’ora in più per avvolgere lentamente il secondario ad alta tensione facendo attenzione che non si impigliasse nello sterling. Sia l’avvolgimento primario che i 3 secondari sono stati intervallati con isolanti per prevenire il più possibile il ripresentarsi di un guasto simile. Come si vede nella foto poi ho pulito per bene tutto il telaio e la circuiteria che avevano accumulato decenni di polvere come si vede nella foto sotto…

E proprio di questa valvola voglio parlare. Le pochissime informazioni che si trovano su questo apparecchio dicono che debba montare due ECC82, eppure c’è un terzo zoccolo. Qualcuno dice che li vada messa un’altra ECC82, altri dicono che ci va una 6189, io ci ho trovato una ECC83, però siceramente a vedere la circuiteria che c’era attorno non riuscivo a capire lo scopo di questa valvola…

Ho infilato il test socket e iniettando segnale nei 2 canali non osservavo nessuna oscillazione, nulla si muoveva. Misurando la tensioni con il tester ho trovato la tensione anodica secca su entrambe gli anodi, le griglie e i catodi… Guardando poi meglio ho notato che le griglie dei 2 triodi di questa valvola facevano capo alle resistenze segnate come R11 e R12 e queste andavano a finire su una piazzola non collegata dello stampato. La conclusione è semplice: questo apparecchio esiste in versione “Line” e in versione “Phono”, nella versione Phono c’è una schedina in più con il pre RIAA e probabilmente questo doppio triodo quando collegato con l’altra schedina funziona (ipotizzo) come stabilizzatore di tensione anodica della sezione phono. Quindi nell’apparecchio solo linea è presente lo zoccolo ma di fatto non va montata nessuna valvola in quanto essa non essendo collegata non serve a nulla e il pre funziona anche senza e ho provveduto a mettere un’adesivo per il futuro.

Ora penso a quante valvole NOS ci abbiamo sprecato sopra i tanti “tecnici” la fuori.

Ho misurato i vari elettrolitici in giro perchè non mi piace cambiare pezzi ad ufo e risultavano tutti ok, ho solo effettuato l’upgrade dei 2 condensatori d’uscita perchè i 2 scatolini verdi al poliestere erano veramente miseri. Ho sostituito anche la coppia di ECC82 con delle valvole nuove.

Per quanto poco importanti per un semplice SRPP pubblico comunque un paio di strumentali.

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2 Responses to Audionote M1 – Line – Revisione e Riparazione

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